ROMA, 3 SET – Finalmente si gioca. Ma per avere l'ufficialita' del primo fischio d'inizio del massimo campionato di calcio, per la conferma formale che effettivamente si partira' venerdi' 9 settembre con Milan-Lazio, anticipo della seconda giornata (la prima, in programma nello scorso fine settimana, è saltata per lo sciopero) bisognera' aspettare fino a lunedi' prossimo. Quando il contratto collettivo dei calciatori con la Lega di serie A verra' firmato, nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio, una volta inseriti gli ultimi ''ritocchi tecnici''. Occorrera' dunque avere pazienza ancora per un weekend in quanto – come spiegano all'ANSA fonti dell'Associazione italiana calciatori – ''c'e' da rivedere solo qualche cosa legata al regolamento del collegio arbitrale che va allegato all'accordo. Il nostro avvocato Calcagno e quello della Lega Briamonte, sono al lavoro per mettere a punto il tutto''.
Un lunedi', il 5 settembre 2011, atteso con ansia soprattutto dai tifosi, rimasti a bocca asciutta nello scorso fine settimana a causa dello sciopero che ha visto 'incrociare le gambe' alla Serie A per la seconda volta nella sua storia (la prima fu nel '96). Ma con la firma del contratto – ricorda l'Aic – verra' meno qualsiasi elemento ostativo allo svolgimento della giornata di campionato del 9-11 settembre.
Sara' cosi' messa la parola fine a una lunga, complessa e travagliata vertenza per il rinnovo del contratto collettivo tra i calciatori e la Lega di A cominciata di fatto oltre un anno fa, nel giugno 2010, quando era scaduto il precedente accordo. Un muro contro muro che nelle ultime settimane ha tenuto il mondo del pallone con il fiato sospeso, anche per il timore che lo stato di agitazione potesse prolungarsi lasciando gli stadi vuoti per piu' tempo. Eppure, a quanto pare, e' bastata una giornata di stop per far convergere le posizioni del sindacato calciatori e della Lega di Serie A, fino a sciogliere i nodi che avevano rimandato il primo calcio d'inizio.
Nodi che, nonostante l'opera di mediazione della Federcalcio, erano diventati sempre piu' stretti, con le parti ferme sulle rispettive posizioni. Oggetto del contendere (oltre che il pagamento del contributo di solidarieta' previsto inizialmente dalla manovra anti-crisi del governo), soprattutto l'ormai famoso articolo 7 del contratto, che disciplina gli allenamenti dei cosiddetti 'fuori rosa'.
La proposta di un contratto-ponte avanzata dal presidente dell'Aic Damiano Tommasi, per scongiurare lo sciopero nella prima giornata di campionato, aveva ricevuto un secco no da parte della Lega guidata da Maurizio Beretta. Mentre a nulla era servito l'ultimo tentativo del presidente della Figc, Giancarlo Abete, che aveva proposto l'accantonamento di un fondo interno alla Federazione di 20 milioni di euro per il trienno 2011-13, destinato unicamente a garantire la Lega di A di fronte ad eventuali contenziosi sul contributo di solidarieta', diventato terreno di scontro tra le parti.
Lo stallo aveva messo in allerta anche il Coni, pronto a prospettare un ventaglio di soluzioni per risolvere la situazione. Che e' diventata poi piu' facile da districare anche grazie alle modifiche alla manovra anti-crisi, arrivate dopo lo sciopero, tra cui appunto quella della sostituzione del contributo di solidarieta' con nuove misure fiscali. Il tutto ha portato Aic e Lega a fare un passo indietro. Giovedi' scorso, l'ultima proposta delle societa' per un accordo-ponte fino al giugno 2012. Poi, il ''moderato ottimismo'' e l'assenso dell'Assocalciatori. Lunedi' il lieto fine, con la prevista firma del contratto, Per poter far tornare a sognare l'Italia pallonara.
