Calcio, diritti tv: scontro in Lega, ancora un rinvio

MILANO, 29 giu – Tuoni e fulmini dentro e fuori la sala dell'assemblea in Lega. ''Peggio di cosi' non poteva andare'', e' sbottato l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani; mentre Andrea Agnelli, presidente dela Juventus, si e' detto convinto che ''un accordo deve essere trovato e dobbiamo farlo per il calcio, ma non c'e' l'apertura delle piccole verso le grandi, e la maggioranza ce l'hanno loro''.

Meno pessimista Claudio Lotito: ''Una soluzione sui diritti tv l'avevamo trovata, ma alla fine la situazione tra le cinque big si e' un po' ingarbugliata'', ha detto il presidente della Lazio all'ANSA. Tuttavia – ha aggiunto – dopo la giornata odierna ritengo che i margini per un accordo siano sempre piu' ampi''.

Piu' duro di tutti Galliani: ''Non si riesce a risolvere praticamente nulla. Non ci sono accordi. E' una situazione difficile per il calcio italiano''. Per il vicepresidente rossonero, ''ogni proposta viene bocciata (…) tutto e' bloccato e questo ci impedisce di parlare di politiche sportive''. Nessuna ipotesi pero' di superLega: ''Dobbiamo trovare un accordo – ha sottolineato – ci siamo appena separati dalla B, non si puo' fare la Lega della Lega''.

''Hanno prevalso le ragioni del dissenso – ha riassunto sconsolato il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta – tutto rimane sul tavolo, ci vediamo in assemblea la prossima settimana''.

Insomma, troppo difficile, non si puo' fare. La legge Melandri-Gentiloni deve cambiare. Dopo mesi e mesi di tentativi di accordo e di minacce di scissione e di ricorso ai tribunali, il calcio italiano di serie A prende atto tutto insieme che lo strumento che doveva regolare la divisione dei proventi dai diritti televisivi, cioe' la principale fonte di sostentamento del movimento, non si puo' applicare tutta in modo pacifico e condiviso.

Per trovare un accordo i presidenti oggi si sono presi altro tempo, per non dover cominciare a spararsi cannonate. ''Ci serve ancora almeno una settimana – ha detto lasciando la Lega Gino Pozzo il figlio del patron dell'Udinese – nel frattempo abbiamo convenuto di sospendere la delibera dell'assemblea votata dalle 15 piccole e di non procedere alla fatturazione della quota dei diritti tv frutto dei sondaggi sui bacini d'utenza, mossa che sarebbe stata vista come un atto ostile dalle grandi''.

Non a caso proprio ieri l'amministratore delegato dell'Inter, Ernesto Paolillo, aveva fatto sapere che la societa' nerazzurra – d'intesa con Juve e Milan, piu' sfumata la posizione di Roma e Napoli che, in realta', non subirebbero danni economici e starebbero lentamente rivedendo la loro posizione – si sarebbe rivolta al tribunale. Insomma l'ipotesi e' di sistemare il passato (e il prossimo campionato) riformando il futuro. Secondo l'ipotesi che si sta studiando, il progetto post 2012 prevede la modifica della legge. Dal 40-30-30 (rispettivamente uguale per tutti, classifica sportiva e bacini d'utenza) si vuole arrivare a un piu' semplice e non appellabile 40-60 (insomma uguale per tutti e classifica). Si chiederebbe di buttar via quell'infernale meccanismo per cui si voleva calcolare quanti fossero i tifosi e i sostenitori e quale partita guardassero tra sabato e domenica nello spezzatino televisivo. Dopo aver visto la squadra del cuore, magari il sabato alle 18, e la squadra per cui si 'simpatizza' alle 20.30, a chi vanno gli altri soldi del fitto weekend televisivo? Meglio lasciar perdere.

Si dovra' arrivare a chiedere di cambiare la legge e ci si arrivera' in due fasi: per quest'anno si trovera' una soluzione qualsiasi, per il prossimo si ipotizza un passaggio intermedio che riduce dal 30 al 21% l'incidenza dei bacini. Poi, come detto, tutto nuovo e piu' semplice.

Ora resta da vedere se questa strada sara' percorribile fino in fondo. I presidenti dovrebbero scoprirlo al prossimo appuntamento.

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Emiliano Condò