BRUXELLES – Una nuova ”sentenza Bosman” rischia di stravolgere il mercato dei diritti televisivi del calcio. A far scattare la rivoluzione potrebbero essere le conclusioni cui è arrivata l’Avvocato Generale della Corte europea di giustizia del Lussemburgo Juliane Kokott. A suo avviso il diritto dell’Unione ”non consente di vietare la trasmissione in diretta di incontri di calcio della Premier League (serie A inglese) nei locali pubblici, utilizzando schede di decoder straniere”. In pratica, un pub inglese (o di qualsiasi altro dei 27 paesi della Ue, visto che le sentenze della Corte del Lussemburgo hanno valenza su tutto il territorio dell’Unione) potrebbe comprare una scheda in Italia e trasmettere legalmente tutte le partite di serie A.
Questo, sempre che la Corte segua le indicazioni dell’Avvocato Generale nella sentenza su due cause civili avviate in Gran Bretagna dalla Premier League per vietare l’uso sul territorio nazionale di schede di decodificazione straniere (nel caso specifico, una greca) anche e soprattutto nei locali pubblici. A sottolineare l’importanza della sentenza in arrivo dal Lussemburgo e’ stato il vicepresidente del gruppo S&D, l’inglese Stephen Hughes. ”Questo caso – ha detto – può avere sullo sport lo stesso impatto della ben nota ‘sentenza Bosman’, costringendo i club a ripensare il loro modello di business”.
L’implicazione della sentenza cui pensa Hughes è nel fatto che il bacino di utenza per i diritti televisivi diventerebbe di fatto incerto e non piu’ limitato ai territori nazionali sui quali ogni emittente – anche satellitare – è abilitata a trasmettere. ”I club di calcio non potranno comunque atteggiarsi a vittime – ha affermato Hughes -. Potranno ancora permettersi di comprare stelle come Torres, ma magari senza spendere per questo 60 milioni di euro…”.
Dal canto suo, la responsabile della comunicazione dello S&D, l’europarlamentare spagnola Maria Badia i Cutchet MEP ha aggiunto: ”Dobbiamo aspettare la sentenza finale, ma se sosterrà l’opinione dell’Avvocato generale, permetterà ai tifosi di godersi i benefici del mercato unico e fare il tifo per un Europa Unita”. ”Il caso – ha concluso la parlamentare spagnola – può produrre un effetto a cascata sul marcato televisivo. Il nostro gruppo seguirà gli sviluppi e farà pressione sulla Commissione per assicurarsi che i cittadini europei abbiano il più ampio e facile accesso possibile ai servizi televisivi europei”.
