ROMA – La ''violazione dello statuto della Figc non puo' ritenersi violazione di legge avente tale norma carattere di regola contrattuale derivante dallo statuto e non norma di legge valutabile ai fini di un reato''. Con questa motivazione il gip di Roma Maddalena Cipriani ha archiviato il procedimento nato da un esposto presentato da Arcadio Spinozzi, ex calciatore ed attuale allenatore, sulla illiceita' dei processi di giustizia sportiva, in particolare quelli di calciopoli del 2006. Nell'atto finito al vaglio del pm Giuseppe De Falco, Spinozzi lamentava, tra l'altro, la violazione dell'articolo 27 dello statuto Figc, successivamente modificato, legata alla decisione dei club coinvolti in calciopoli, e sanzionati con penalizzazioni, di ricorrere all' arbitrato. Al riguardo l'ex calciatore aveva ipotizzato l'abuso d'ufficio ritenendo poiche' l'articolo 27 – ricorda l'ex calciatore – vieta ''assolutamente la possibilita' di procedere ad arbitrato per le societa' che abbiano subito la sanzione della penalizzazione''. Per Spinozzi ''cio' significa che tutte le violazioni di leggi emesse dall'ordinamento sportivo, anche di carattere finanziario ed economico, non possono essere ritenute sufficienti per la configurazione di reati, ma semmai solo ipotesi di illeciti civili ed amministrativi''. Secondo il suo legale, Renato Miele, la conseguenza del ''principio stabilito dal gip e' che la violazione di qualsiasi norma dell'ordinamento sportivo da parte di societa' o di atleti non comporterebbe alcuna fattispecie penalmente rilevante''.
