Gli hooligan tornano a terrorizzare la Gran Bretagna. Sono molti ed inquietanti i segnali di un ritorno all’incubo della violenza da stadio, che per anni sconvolse il campionato e la società inglese e che sembrava definitivamente scongiurato.
Vergognoso quello che è successo ieri sera nel corso di West Ham-Millwall, gara di Carling Cup.
Scontri tra le tifoserie, se così si possono chiamare, violenza a profusione ed invasione di campo. Era da anni che non si vedevano episodi del genere. Paura sugli spalti ed in campo.
Esponenti delle opposte tifoserie si sono affrontati nelle zone adiacenti allo stadio. Gli scontri, con lancio di sassi e bottiglie, si sono verificati nonostante la presenza delle forze dell’ordine, schierate per prevenire eventuali disordini.
Due le invasioni di campo: la prima in occasione dell’1-1 del West Ham, la seconda in occasione della seconda rete degli Hammers. Partita, lunga, è stata decisa ai tempi supplementari, 3-1 per il West Ham.
La Football Association stigamatizza l’episodio di violenza disumana. Gianfranco Zola, ex gloria italiana ed allenatore degli Hammers, afferma:
«Ero completamente scioccato, sapevo che questa partita aveva un significato particolare per le tifoserie, ma non immaginavo una situazione del genere.
Cosa posso dire? Sono un uomo di sport, amo il calcio. Amo andare in campo per far divertire i tifosi, quello che è successo va al di là delle mie possibilità ».
Il difensore del West Ham Calum Davenport è stato accoltellato la notte tra venerdì e sabato mentre era nella sua casa a Kempston, paesino vicino Bedford assieme alla madre. Davenport, 26 anni, è stato ferito alle gambe, immediatamente operato ed è adesso ricoverato in gravi condizioni. «Le sue condizioni restano serie ma stabili – ha dichiarato un portavoce dell’ospedale – mentre le condizioni della madre sono in miglioramento e si può considerare fuori pericolo». La polizia ha arrestato i due aggressori, un ragazzo di 19 anni ed uno di 25.
