ROMA – Semplificare al massimo l'iter
burocratico imposto dalla Fifa per garantire ai calciatori
minorenni stranieri, ma nati in Italia, l'accesso al mondo del
pallone. Il presidente del settore giovanile e scolastico della
Figc, Gianni Rivera, lancia la proposta intervenendo al convegno
'Sport e scuola: quale integrazione?' che si e' svolto oggi a
Riccione davanti a 400 tra giovani calciatori e giocatori di
badminton.
L'aumento della presenza di extracomunitari in Italia mette
anche il mondo dello sport davanti ad un interrogativo: ovvero
se si e' pronti ad accogliere i giovani stranieri e a permettere
la loro integrazione. ''Serve lo stesso trattamento che viene
riservato ai minori stranieri per la scuola – ha sottolineato
l'ex golden boy – le stesse norme dovrebbero essere estese ai
ragazzi che praticano calcio, in particolare per quelli nati in
Italia. Per loro va facilitata al massimo la prassi di
tesseramento''.
Nel 2010 la Fifa ha diramato una normativa che prevede la
presentazione alla stessa Federcalcio internazionale di una
lunga lista di documenti per il primo tesseramento anche di
minori: e per avere il si' al tesseramento dal momento della
richiesta passano mesi. Una procedura che la Fifa ha introdotto
per arginare il fenomeno della tratta dei baby-calciatori.
Rivera chiede che i giovani nati in Italia siano considerati
'calcisticamente italiani'. Del resto nel 2009 sui 9040
tesserati extracomunitari (tra 5-12 anni) 5975 sono nati in
Italia.
.