ROMA, 14 LUG – Non vende fumo, ma per l'arrosto servira' tempo. Con l'arrivo del futuro presidente Thomas DiBenedetto e della proprieta' statunitense, la Roma si appresta a ''cominciare una nuova era'' contraddistinta da una 'rivoluzione culturale', almeno per il mondo del calcio, fondata sulla ''pazienza, perche' per poter realizzare le ambizioni e i sogni del nuovo management occorrera' del tempo''.
Il tycoon di Boston non si e' nascosto nel corso della conferenza stampa di Trigoria, cui hanno preso parte il presidente 'ad interim' Roberto Cappelli (legale di UniCredit, l'istituto bancario socio degli americani nell'operazione-Roma) e l'amministratore delegato Claudio Fenucci (e per l'arrivo di Franco Baldini e' solo questione di tempo dopo il via libera ufficiale della 'Football Association').
DiBenedetto fin dalle prime battute ha sottolineato che la logica del 'tutto e subito' non trovera' terreno fertile a Trigoria, ma che comunque la speranza e' quella ''di riuscire a compiere grandi cose in questo primo anno''. ''Noi speriamo di poter vincere il campionato il prima possibile, questo e' certo – l'auspicio del frontman della cordata americana formata anche da Pallotta, Ruane e D'Amore -. Ma Roma 'wasn't built in a day', non e' stata costruita in un giorno, per questo tutti faremo del nostro meglio per mettere in piedi la squadra migliore''.
Il messaggio ai tifosi non ammette quindi fraintendimenti di sorta: ''devono avere pazienza perche' il nostro e' un team giovane. E' come un bambino, bisogna capire che puo' non essere pronto. Questo e' un progetto a lungo termine, speriamo che ci saranno le condizioni per svilupparlo. L'obiettivo comunque resta quello di essere competitivi il piu' possibile e il prima possibile ma, ripeto, ci vorra' pazienza''.
La stessa che hanno dimostrato di avere DiBenedetto e soci nel corso della lunga trattativa con UniCredit per il controllo del pacchetto di maggioranza del club giallorosso. ''E' vero, il viaggio per l'acquisto della Roma dura ormai da un anno e ci sono momenti in cui ho pensato che non si potesse concretizzare – ha confessato il businessman -. Ma ero spinto da una forte determinazione e dalla volonta' di far crescere la Roma a livello internazionale, e' un sogno e possiamo farlo diventare realta'''.
E poi ''basta vedere quali sono le miei origini per capire perche' ho scelto di investire in Italia. Amo Roma in quanto citta', per quello che rappresenta, per la sua storia. L'opportunita' che il mio gruppo vede e' quella di far avere a Roma un respiro mondiale, per poter generare quei ricavi che in altri parti del mondo, con altre realta', gia' si generano''.
Il lato emotivo, quasi sentimentale, dell'operazione ben si sposa quindi con quello economico. Perche' se per i tifosi la Roma rappresenta una ragione di vita, per DiBenedetto e' anche e soprattutto un investimento di medio-lungo periodo. Prima di poter generare ricavi, pero', bisognera' lavorare a fondo sui conti del club, tagliando spese, limando costi, abbassando il monte ingaggi. ''I bilanci in rosso? Sono pubblici e tutti possono vederli'', l'unica risposta concessa da DiBenedetto sul campo strettamente finanziario.
Nessun riferimento invece al budget per la campagna acquisti, tranne l'indicazione per il direttore sportivo Walter Sabatini che ''puo' muoversi con ampia flessibilita' per prendere i giocatori che lui e Luis Enrique vogliono. Speriamo di scoprire nuovi giovani che potranno commettere degli errori che pero' i tifosi dovranno capire''.
Difficilmente pero' giustificherebbero un'eventuale cessione di Daniele De Rossi. ''Ma noi ammiriamo le sue qualita' e vogliamo fermamente che resti alla Roma – ha spiegato DiBenedetto -. Lui viene da qui, da questa squadra. Lavoreremo con lui in modo professionale in modo che il rinnovo avvenga. Totti? E' il piu' grande giocatore che la Roma abbia mai avuto. Forse il piu' grande che ci sia stato in Italia. Lui e' un campione, vuole vincere, ma anche noi vogliamo vincere''.
''Il mio obiettivo pero' non e' venire qui e cambiare il calcio italiano – ha quindi aggiunto il futuro presidente -. La commistione calcio-politica? Il premier Berlusconi ha avuto un grande successo con la sua squadra di calcio ed e' a capo della politica da tempo. Lui ha i suoi modi per avere successo. Il mio obiettivo e' fare della Roma la migliore squadra possibile''.
