Calcio scommesse, Abete amareggiato: "Chiarire subito"

ROMA, 3 GIU – L'amarezza e lo sgomento del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete per il nuovo scandalo che si e' abbattuto sul mondo del calcio legato alle scommesse su cui indaga la procura di Cremona. Nel giorno dei primi interrogatori di garanzia, il numero uno della Figc ribadisce la necessita' di fare al piu' presto luce sui fatti per garantire la partenza regolare della stagione 2011-2012: ''La giustizia sportiva deve fare in modo veloce e fare bene'', ha sottolineato. Chi non e' coinvolto nella vicenda e' il giocatore Daniele De Rossi per il quale e' lo stesso pm di Cremona Roberto Di Martino a dissipare ogni dubbio: ''Quella di De Rossi e' una sciocchezza – ha detto il magistrato – ho chiesto informazioni ai miei ufficiali di polizia giudiziaria e mi e' stato detto che il nome di De Rossi non c'e'''. Lo stesso centrocampista della Roma si e' detto ''indignato e del tutto estraneo ai fatti'', mentre il club giallorosso lo ''supportera' in ogni modo nelle sedi competenti'', agendo, di conseguenza, ''anche a tutela della societa' stessa e dei propri azionisti''. De Rossi incassa anche la fiducia e la solidarieta' di Abete che lo definisce ''una colonna della Nazionale, e lo restera' a lungo''. Resta il timore che al di la' delle 18 partite – tra serie B e Lega Pro – individuate dall'inchiesta di Cremona ci sia un coinvolgimento piu' ampio, anche della serie A: anche se, al momento, non ci sono riscontri. Il pm di Cremona in tempi brevi, trasmettera' gli atti, o parte degli atti dell'inchiesta, al procuratore della Federcalcio Stefano Palazzi. Quindi scendera' in campo la giustizia sportiva che dovra' tirare le sue conclusioni in tempi rapidi, come chiesto da Abete. Il presidente federale sottolinea che il mondo del calcio non ha difese e assicura intransigenza con chi ha sbagliato. ''Sono amareggiato e consapevole che il problema ci sara' anche nei prossimi anni – dice – Il calcio ha bisogno di aiuto, non possiamo accettare che questo mondo venga infangato''. Abete ribadisce i limiti strutturali della giustizia sportiva: ''Ricordo ancora che su Calciopoli dopo cinque anni la giustizia ordinaria e' ancora al primo grado. Il nostro e' un ruolo diverso, la giustizia sportiva deve fare presto ma ha strumenti diversi. Non puo' far uso delle intercettazioni, non puo' fare le perquisizioni, non puo' fare controlli bancari per capire se un assegno e' stato o non e' stato staccato''. Abete sottolinea la necessita' di rafforzare la ''logica della responsabilita' e far venir meno l'omerta' che e' presente nella societa' italiana, e anche alle volte nel mondo del calcio''; plaude all'operato di forze dell'ordine e magistratura e sottolinea che ''il sistema delle scommesse non porta alcun beneficio, al calcio, noi siamo solo soggetti a rischio. Se si puo' scommettere anche sul numero dei gol fino all'ultimo minuto, fino all'ultimo secondo, non c'e' possibilita' di premunirsi nei confronti di comportamenti non corretti''. A tal proposito, fonti della Federcalcio fanno notare che le segnalazioni di flussi di giocate anomale da parte dei Monopoli di Stato sono organiche – ovvero alla Procura federale ma anche alla Figc e alla Lega interessata – solo dal 13 gennaio scorso, a seguito di un incontro tra Aams e Federazione, e da quel giorno le partite 'segnalate' sono state 14. La precisazione e' in risposta alla notizia secondo cui sarebbero state 37 in questa stagione le partite da giocate anomale comunicate a via Allegri. Di tali 14 partite, otto dei risultati piu' scommessi non si sono verificati, mentre per sei il risultato finale e' stato lo stesso delle giocate anomale. Di queste sei, due fanno parte dell'inchiesta avviata dalla procura di Cremona, peraltro gia' prima del 2011 e della riunione tra Monopoli e Figc; mentre un altro dei match sotto inchiesta giudiziaria fa parte degli otto segnalati alla Federcalcio, senza pero' che vi fosse corrispondenza tra giocate e risultato. Intanto, l'Ascoli Calcio, attraverso il proprio legale, l'avv. Mauro Gionni, si e' formalmente costituito come parte lesa nel procedimento penale sul Calcioscommesse (nel quale sono coinvolti tre suoi tesserati, Vittorio Micolucci, Vincenzo Sommese e Alex Pederzoli). La societa' si riserva di costituirsi parte civile laddove si accertassero danni patrimoniali e sportivi cagionati al club dalle condotte degli indagati, oggetto di accertamento da parte dell'autorita' giudiziaria.

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Maria Elena Perrero