NAPOLI, 16 GEN – La preoccupazione sul Calcioscommesse c'e' ma ''non e' solo italiana, bensi' riguarda tutto il mondo del calcio''. Lo ha detto Giancarlo Abete, presidente della Figc a margine di un convegno a Napoli sottolineando che ''se il presidente della Fifa Blatter invita Farina per premiarlo durante il Pallone d'Oro e se la Fifa apre un'indagine su 50 Paesi, vuol dire che il problema e' globale.
Abete ha avvertito sul rischio che ''eliminare alcune scommesse da quelle legali, come il numero dei gol o quando questi gol vengono segnati, porterebbe solo a far effettuare queste scommesse nel mondo delle puntate illegali e quindi non controllabili dalle autorita''.
Per il presidente federale, la lotta alle scommesse e' particolarmente dura ma deve essere globalizzata, perche' ''una volta l'illecito sportivo veniva attuato comunque per cercare di conseguire, illecitamente, un risultato sportivo. Ora invece l'interesse e' solo economico ed e' piu' pericoloso, perche' porta la malavita organizzata ad interessarsi all'illecito sportivo visto che il business delle scommesse e' enorme''.
La vicenda del Calcioscommesse, secondo Abete, deve essere affrontata con ''senso di responsabilita' e prudenza, ma senza caccia alle streghe''.
''La caccia alle streghe non fa parte di uno Stato di diritto'', ha aggiunto, auspicando che il calcio venga ''tutelato, perche' e' una realta' che da' gioia al Paese''.
Soffermandosi sulle polemiche scaturite dal video del portiere del Napoli Morgan De Sanctis, Abete ha ricordato che ''alcuni episodi vengono visti in maniera differente a seconda del momento. Basta pensare alla risonanza avuta dalla denuncia di Pisacane sulle scommesse quando ancora non era partita l'inchiesta di Cremona e la risonanza ben maggiore avuta da Farina a inchiesta in corso''. Abete ha quindi richiamato ancora al senso di responsabilita' e alla prudenza, sostenendo che ''dove ci sono problematiche da far emergere, emergeranno''.
Il presidente federale ha poi sottolineato come le inchieste sul Calcioscommesse della giustizia calcistica entrano ora ''in una nuova fase con l'andare avanti dell'inchiesta della procura di Cremona'', ricordando pero' che ''la giustizia sportiva puo' operare per legge solo sulla base dei documenti messi a disposizione dalla giustizia ordinaria''. ''Ancora una volta – ha detto quindi Abete – le indagini della giustizia sportiva proseguiranno seguendo le carte messe a disposizione dalla Procura di Cremona, tenendo presente che le prescrizioni nel calcio sono state allungate a otto anni: i tempi della giustizia sportiva devono essere quindi piu' rapidi, ma sempre tenendo presente il vincolo della documentazione''.