Calcio scommesse, Famiglia Cristiana: "Saltate le regole del vivere civile"

ROMA, 5 GIU – Non sono solo ''saltate le regole del gioco, quelle delle scommesse legali prima, quelle del pallone di conseguenza'', ma ''a monte sono saltate le regole del vivere civile'', perche' ''se una radice ha quest'ennesimo scandalo del pallone, sta nella facilita' con cui la sregolatezza penetra nelle nostre vite''. E' il commento di Famiglia Cristiana allo scandalo del calcioscommesse.

Il settimanale dei Paolini, in un editoriale online, sottolinea che la continua violazione delle regole ''per accelerare la corsa al facile guadagno'' avviene comunemente in Italia ''nell'indifferenza generale''. ''Siamo un Paese con un sistema immunitario addormentato – dice Famiglia Cristiana -, mancano gli anticorpi, e quando ci sono sono poco reattivi''.

''Davanti a un sospetto – prosegue -, spesso la parte pulita della societa' chiude gli occhi, si volta altrove, sceglie il quieto vivere anziche' la scomodita' della denuncia''. E la facilita' con cui ''il trucco perverso'' penetra nel pallone ''e' la medesima che consente alla criminalita' organizzata di farsi strada nel Paese, penetrando nell'economia come un coltello nel burro''.

Peraltro, ricorda Famiglia Cristiana, ''si scopre che i due mondi non sono così distanti''. L'inchiesta in corso ''ci sta dicendo che a fare affari con le scommesse clandestine e con le partite truccate sono anche le organizzazioni criminali che hanno denaro liquido e sporco da riciclare''. Inoltre, dal momento che ogni regola e' sempre vissuta ''non come lo strumento che ci consente di vivere insieme in maniera ordinata'', ma ''come una vessazione imposta dall'alto, come un'imposizione vissuta con fastidio'', quello che e' in gioco, secondo il settimanale cattolico, e' ''una cosa che si chiama senso civico, senso dello Stato, rispetto del diritto contro la prevaricazione''.

''Se chi normalmente si occupa di politica o di calcio deve sconfinare troppo spesso nella cronaca giudiziaria – aggiunge Famiglia Cristiana – e' perche' i concetti di cui sopra sono labili, fragili, astratti al punto da dover essere sempre demandati ad altri: nella fattispecie alla magistratura ordinaria''. Tuttavia, conclude, ''finche' sugli spalti dei campionati ci sono striscioni che rimpiangono Moggi da quel senso civico siamo lontani anni luce''.

Published by
Maria Elena Perrero