ROMA – Secondo round di interrogatori presso gli uffici della Procura Federale. Sotto la lente d'ingrandimento, soprattutto, Ascoli e Cremonese, le cui posizioni restano fortemente a rischio. Assente Palazzi, a mettere sotto torchio Alex Pederzoli, giocatore bianconero coinvolto nell'inchiesta di Cremona per alcune telefonate dirette con Pirani, sono stati i suoi vice che lo hanno ascoltato per quasi quattro ore.
''Ci hanno chiesto alcuni chiarimenti sui fatti di indagine da parte della procura di Cremona: altro non posso dirlo perche' abbiamo un doppio obbligo di silenzio stampa – ha spiegato Massimo Diana, legale del giocatore – Noi abbiamo parlato solo della posizione del mio assistito e fornito le risposte poi vediamo se la procura e' soddisfatta. Non credo che verremo riascoltati anche perche' devono andare di corsa''.
Ma oggi e' stato anche il giorno di Sandro Turotti, direttore generale della Cremonese, che il 10 dicembre dell'anno scorso sporse formale querela per l'avvelenamento subito dai giocatori della sua squadra, dando di fatto il via all'indagine della Procura di Cremona su calcio scommesse.
''Mi hanno chiesto come sono andati i fatti – ha spiegato al termine dell'interrogatorio, durato circa 2 ore – ma come sapete, devo rispettare il silenzio stampa imposto dalla societa'. Di certo noi siamo parte lesa, visto che abbiamo sempre denunciato tutto''. Negli uffici di via Po' anche Simone Malacarne del Viareggio e Marco Zamboni della Spal. ''Abbiamo ribadito l'assoluta estraneita' del mio assistito per qualunque eventuale illecito sportivo – ha ammesso Stefano Bordoni, legale di Zamboni tirato in ballo nel caso calcioscommesse da un'intercettazione tra Parlato ed Erodiani dove si parlava della partita Spal-Cremonese – Chi ha fatto il suo nome ha millantato, perche' Zamboni non conosce ne' Parlato ne' Erodiani. Conosce alcuni dei giocatori per motivi sportivi, come Paoloni, perche' sa dove giocano ma personalmente conosce solo Soviero. Ci hanno contestato la telefonata tra Erodiani e Parlato, ma abbiamo negato sia la conoscenza con i due sia il fatto che si sia incontrato con loro per consegnargli i 20mila euro di cui si parla. Non ritengo, comunque, che verremo riascoltati''.
Domani, il pool di Palazzi si trasferira' per andare ad interrogare in loco Giorgio Buffone, Marco Paoloni, Gianfranco Parlato, tutti agli arresti domiciliari. Poi giovedi', a Roma, sara' il turno di Beppe Signori.