– PARIGI, 7 GIU – ''Di che cosa parliamo? – si chiede
Platini nell'intervista a Liberation – Di vendere delle partite
e di comprare i giocatori (…). La violenza mi colpisce, il
fair-play finanziario mi colpisce, il doping mi colpisce, gli
errori degli arbitri mi colpiscono, ma questo problema (la
corruzione nel Calcioscommesse,ndr.) mi colpisce ancora di piu'
perche' riguarda il gioco e i giocatori, non solo qualche
tifoso, qualche imbecille, fascista o abbrutito che va allo
stadio per nuocere in modo volontario''. ''Ed e' proprio per
questo che voglio, insieme con il sindacato dei calciatori
professionisti, trovare il modo per proteggere questo gioco'',
sottolinea l'ex fuoriclasse della Juventus.
In particolare, Platini pensa alla ''creazione di sistemi che
ci avvertano quando ci sono flussi anomali di scommesse sui
match''. ''La difficolta' – prosegue il presidente dell'Uefa –
e' raccogliere le prove. Ma non posso (…) andare a cercarle
io. E' per questo che lavoreremo con la giustizia in ogni Paese
creando una rete di 'integritiy inspectors' nelle Federazioni,
che saranno in contatto con le autorita' locali''. ''Una volta –
osserva ancora Platini – mandavamo i nostri ispettori, ma e'
diventato troppo pericoloso. Quando sono arrivato alla guida
dell'Uefa, ho chiesto una polizia dello sport europeo. Pare che
non sia possibile, quindi lavoreremo Paese per Paese.
Monitoriamo 23.000 partite per stagione''.
''Sul totale dei match che abbiamo sorvegliato l'anno scorso
– conclude il francese – solo lo 0,2%, vale a dire 300-400
match, il che e' comunque tanto, presentavano flussi di
scommesse sospetti''.
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