– ROMA, 08 GIU – ''Non sono sorpreso. Queste cose nel
calcio sono sempre capitate e capiteranno ancora''. E' la
posizione di Beppe Savoldi, ex giocatore coinvolto nello
scandalo del calcioscommesse nel 1980, intervistato dal Corriere
della Sera.
''Un giocatore puo' ritrovarsi nei pasticci quasi senza
accorgersene – afferma Savoldi – e poi venire fuori e' molto
difficile''.
La spiegazione e' da ricercare nelle persone che sono attorno
ai giocatori.
''I tifosi ti stanno sempre addosso, puo' essere bello ma
puo' diventare un problema – prosegue – . Dietro a ogni squadra
ci sono tante persone perbene ma anche personaggi discutibili''.
Savoldi semplifica e afferma ''sei famoso, tutti ti cercano,
ti vogliono conoscere, toccare come se fossi una bestia rara per
poter raccontare 'conosco questo e quello'. Tu, all'inizio,
accetti per non passare per maleducato, ti invitano a una serata
e vai. Se capiti male, se trovi le persone sbagliate, finisci in
una situazione dalla quale non piu' come tirarti fuori''.
Secondo l'ex giocatore, le societa' dovrebbero essere piu'
attente ai loro giocatori, ''l'allenatore da solo non puo' fare
tutto'' e i club dovrebbero assicurarsi che ''i calciatori
abbiano comportamenti etici, professionali''.
Savoldi, infine, critica anche sulla giustizia sportiva
''che arriva sempre dopo quella ordinaria''..
