Calcio scommesse, Signori si difende: "Non ho mai scommesso"

Cremona – "Non ho mai giocato e non ho mai scommesso, al massimo tre-quattrocento euro in tabaccheria". Beppe Signori si difende così davanti al gip Guido Salvini, che nell'ordinanza di custodia cautelare gli aveva contestato di essere il capofila degli scommettitori bolognesi. Nessuna ammissione da parte dell'ex attaccante della Nazionale sulla riunione nello studio dei suoi commercialisti Manlio Bruni e Francesco Giannone, il 15 marzo scorso, in cui con l'aiuto di Massimo Erodiani e Antonio 'Makelele' Bellavista si sarebbero scritte le regole per le scommesse che coinvolgevano anche scommettitori di Singapore. Il foglietto, trovato a casa di Signori durante le perquisizioni e scritto di suo pugno, per l'ex campione sarebbe "solo un appunto" e Erodiani e Bellavista per Signori sarebbero solo "persone mai viste ne conosciute".

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