NAPOLI, 14 GIU – Ancora una udienza dedicata agli interventi delle parti civili al processo di Calciopoli ripreso oggi davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli. Sono intervenuti i legali della Figc e di societa' che si ritengono danneggiate dal sistema di condizionamento illecito dei campionati (Bologna, Lecce). L'udienza e' stata chiusa dall'arringa del legale della Fiorentina, societa' chiamata in causa come responsabile civile.
L'avvocato Bruno Catalanotti, che assiste il Brescia Calcio, si e' soffermato in primo luogo sugli elementi di prova, costituiti soprattutto da telefonate dal significato inequivocabile (''le parole sono pietre'') e della schede telefoniche segrete utilizzate per conversazioni riservate tra dirigenti, arbitri e designatori. Il legale, per indicare il livello di potere esercitato dalla presunta organizzazione, ha ricordato che imprenditori del calibro dei Della Valle dovettero ''porsi sotto il giogo di Moggi e Giraudo'' per salvare la Fiorentina dalla retrocessione. Ha poi accennato all'operato dell'arbitro Dondarini (condannato dal gup De Gregorio al termine del processo con rito abbreviato), in Chievo-Fiorentina, uno degli incontri risultati decisivi per la salvezza dei viola. Catalanotti ha infine messo l'accento su due aspetti: la clamorosa fuga di notizie (''mai accaduta nella nostra storia giudiziaria'') sull'inchiesta mentre erano gia' pronte le richieste di misure cautelari per diversi indagati e che, a suo giudizio, sarebbe stata messa in atto per favorire ''imputati eccellenti'', e l'omerta' che ha caratterizzato la vicenda..
Il legale del Lecce, avvocato Andrea Stammati, ha parlato di ''rapporto patologico di Moggi con i designatori e con gli arbitri'' sottolineando, tra l'altro, la circostanza che nessun accusato ha fornito ''una spiegazione logica alternativa'' sull'uso delle schede sim estere. La spiegazione dell'ex dg della Juventus che ha sostenuto di aver fattor ricorso alle schede per discutere riservatamente di calciomercato ''offende l'intelligenza di chi ascolta'', ha detto il penalista. L'avvocato a tale proposito ha ricordato che le poche volte che e' stata intercettata una conversazione su un telefono con scheda segreta – come nel caso della famosa telefonata tra Luciano Moggi e il designatore Paolo Bergamo, in cui si programmavano le ''griglie'' per le designazioni della domenica successiva – si e' capito il motivo della riservatezza e il contenuto delle conversazioni. Tra gli altri elementi di prova, Stammati ha elencato le dichiarazioni di Zamparini e Manfredi Martino (queste ultime relative ai presunti sorteggi pilotati) e il progetto di un dossier contro Zeman, all'epoca allenatore del Lecce. Sull'importanza delle intercettazioni e delle schede segrete e sul clima di omerta' ha argomentato anche l'avvocato Tito Lucrezio Milella, legale della Federazione gioco calcio. Per il penalista ''il perno del sistema'' era costituito dalla partecipazione degli arbitri ''la cui carriera dipendeva dalle valutazioni dei designatori''. Quanto alle conversazioni con le sim estere, Milella ha sottolineato ''i contatti che si addensano in momenti particolari'', ovvero nell'imminenza di determinate partite. ''Scheda piu' contatto telefonico e' una prova abbastanza inequivocabile'', ha affermato. ''Non c'e' uno degli imputati – ha detto – che si sia sottoposto a esame hanno reso solo dichiarazioni spontanee'' senza mai fornire sul punto ''una spiegazione plausibile''.
L'avvocato Francesco Picca – legale della Fiorentina indicata tra i responsabili civili – ha invece confutato le tesi dell'accusa rimarcando il fatto che non risulta ''alcun condizionamento a vantaggio'' della squadra viola, e che anzi, le partite in cui, secondo l'accusa, ci sarebbe dovuto essere un arbitraggio favorevole videro danneggiata proprio la Fiorentina come nel caso della nota partita con la Lazio dove non fu sanzionato un clamoroso fallo da rigore commesso da un giocatore laziale. Picca, a sostegno di tale tesi, ha ricordato che per l'ultima e decisiva partita di campionato, Fiorentina-Brescia, fu designato l'arbitro Collina, unanimemente considerato il piu' imparziale direttore di gara e assolutamente estraneo al gruppo di arbitri chiamati in causa nell'inchiesta. Ha poi ricordato che nell'imminenza di partite della Fiorentina non si registro', in relazione a tale incontro, alcun contatto tra possessori di schede segrete.
Brescia e Lecce hanno chiesto, a titolo di risarcimento, provvisionali rispettivamente per 35 e 15 milioni, mentre la Figc si e' affidata al Tribunale per la quantificazione del danno. Prossima udienza il 21 giugno.