Calciomercato Inter: Mihajlovic il duro

– MILANO, 17 GIU – E' durato poco piu' di un battito di
ciglia, ma in un calciomercato che vive spesso piu' di voci e
falsi allarmi che di reali prospettive a volte anche questi sono
dettagli dei quali bisogna tenere conto. Su Wikipedia, infatti,
la pagina dedicata a Mihajlovic ha definito (salvo poi essere
corretto nel pomeriggio) l'allenatore della Fiorentina ''attuale
tecnico dell'Inter'', proprio mentre il presidente dei
nerazzurri Massimo Moratti cercava di glissare sull'argomento
(''Sinisa e' di un'altra squadra, non posso permettermi di
parlarne'').
Le verita' resta tutta da decifrare, pero' Mihajlovic sembra
avere (salvo il niet definitivo della Fiorentina, al quale il
tecnico e' ancora legato contrattualmente) le carte in regola
per guidare un gruppo perennemente in bilico tra sbandate fatali
e trionfi epocali, niente vie di mezzo. Il tecnico serbo non e'
mai stato un tipo che le manda a dire: ''Quando mi arrabbiavo a
Catania i giocatori reagivano, quando lo faccio qui a Firenze si
mettono a piangere''. Non guarda in faccia nessuno Mihailovic,
insomma. Ed e' la sua fama di duro, nonche' la sua conoscenza
delle dinamiche dello spogliatoio nerazzurro, a fare di lui
l'uomo piu' vicino all'idea di tecnico che piu' piace a Moratti.
Mihajlovic e' stato vice di Mancini tra il 2006 e il 2008,
subito dopo i fatti di Calciopoli e subito prima dell'arrivo di
Jose' Mourinho: due scudetti e una supercoppa italiana che hanno
segnato l'avvio del piano quinquennale di successi interisti,
con il resto delle squadre di serie A a fare da sparring partner
o poco piu'.
Le esperienze successive sono state altalenanti come il suo
umore: a Bologna subentra nel 2008 ad Arrigoni ma con risultati
considerati non soddisfacenti dalla societa' (20 punti in 21
partite) che infatti lo sostituisce ad aprile 2009 con
Papadopulo. Molto meglio va a Catania, dove arriva nel dicembre
dello stesso anno al posto di Atzori e riesce a spingere la
squadra fino alla salvezza con 45 punti. Con la Fiorentina,
invece, deve fare i conti con una squadra che passa piu' tempo
in infermeria che sui campi da gioco, con Jovetic, Mutu e
Montolivo infortunati che hanno costretto Mihajlovic a inventare
una Viola ben diversa da quella prospettata all'inizio della
passata stagione.
Da giocatore il serbo e' stato fortissimo con i piedi (le sue
punizioni sono sempre state un incubo per gli avversari e una
festa per compagni e tifosi) e fortissimo con la lingua. Pure
troppo: ancora oggi le cronache ricordano lo scontro verbale con
Vieira avvenuto nell'ottobre del 2000, quando il francese lo
accuso' di averlo apostrofato ''negro di m…''. Mihajlovic
spiego' che a iniziare non era stato lui bensi' lo stesso
Vieira: ''Non mi pento, ha iniziato lui chiamandomi zingaro di
m…''. Contro Mutu, nel 2003, ci fu uno sputo in mondovisione
durante Lazio-Chelsea, seguito da un lancio di bottiglia d'acqua
contro un delegato Uefa. Mihajlovic, all'epoca biancoceleste, si
prese otto giornate di squalifica. Salvo poi ritrovarsi, anni
dopo, proprio Mutu in squadra nella Fiorentina. Il momento del
ritorno all'Inter poteva essere arrivato, e gli orfani di
Mourinho avrebbero trovato pane per i loro denti.
.

Published by
admin