– ROMA, 26 GIU – ''La Roma non e' da cancellare o da
ricostruire, ma solo da correggere ed e' quello che cercheremo
di fare con le con le scelte che stiamo prendendo''. Walter
Sabatini traccia le linee del nuovo corso giallorosso. Il
direttore sportivo, impegnato in questi giorni sul
calciomercato, ha illustrato ancora una volta i progetti della
nuova proprieta' statunitense guidata da Thomas DiBenedetto e
affidata sul campo al lavoro dello stesso Sabatini e di Franco
Baldini.
''La scelta di Luis Enrique? E' stata presa sul nome e
sull'idea – ha ammesso il ds ai microfoni de 'La signora in
giallorosso' su Teleradiostereo -. Da calciatore aveva una
caratteristica che primeggiava tra le altre, e parlo del
temperamento, di quell'ansia di vincere, di 'ganar' che
certamente si portera' dietro da allenatore. Il nuovo staff
proporra' non solo un tipo di calcio ma anche di comportamenti.
Abbiamo fatto una scelta complessa e la vogliamo portare avanti,
ma va costruita giorno dopo giorno''.
Il processo di crescita della nuova Roma 'made in Usa',
infatti, passera' si' attraverso il lavoro di Luis Enrique, ma
anche per i piedi e le giocate dei nuovi acquisti. ''Lamela e
Alvarez? Su questi giocatori adesso c'e' una fibrillazione
incredibile quindi ci siamo messi un po' in disparte anche se
ovviamente continuiamo ad occuparcene – le parole di Sabatini
sui giocatori di River Plate e Velez Sarsfiled -. Per Alvarez
avevo un preaccordo valido fino ad una certa data che mi e'
servito per tenere in mano il calciatore. Ma i giocatori devono
essere acquistati al giusto valore, al prezzo che meritano, e
prendere Alvarez per 15 milioni (la cifra che avrebbe offerto
l'Arsenal, ndr) lo considero un errore''. ''Ricky e' un ottimo
giocatore ma ha avuto un passato difficile – ha quindi aggiunto
-, e' reduce da infortuni, ha giocato poche partite nel massimo
campionato argentino. Il momento giusto per prenderlo forse l'ho
perso io nella speranza di ottenere un risparmio ulteriore. Ma
ho ottimi motivi per credere che in quel momento il giocatore
non sarebbe potuto partire perche' c'era da far valere una
clausola e fare ricorso contro la societa', cosa che in
Argentina non capita quasi mai''.
Tra le questioni da risolvere in fretta per Sabatini, pero',
c'e' soprattutto quella legata al portiere. ''Stekelenburg? Ci
piace, mentre Viviano ci viene attribuito ed e' una cosa
plausibile perche' la Roma e' alla ricerca di un portiere – ha
sottolineato il ds -. Curci ha vissuto una stagione brutta ma e'
un prodotto del settore giovanile e lo abbiamo riscattato anche
perche' puo' essere utile per le liste Uefa. Se si fermera' a
Roma fara' sicuramente il suo dovere''. Un capitolo a parte
merita invece Doni, che ha rifiutato il trasferimento al
Liverpool: ''A volte ci sono questioni che devono essere
affrontate in modo diverso. Doni ha vissuto un paio di stagioni
difficili e, se fossi in lui, farei di tutto per mettermi in
discussione e mettere in difficolta' chi in questo momento gli
sta chiedendo di andare. Deve scattare l'orgoglio che e' una
delle qualita' piu' importanti per un calciatore. Quando si e'
in difficolta' bisogna accettare la sfida a dispetto dei soldi,
non sopportare le cose''.
Immancabile, poi, il punto relativo a Vucinic: ''E' un
ragazzo molto amareggiato, pero', e non c'e' bisogno che lo
ricordi, Mirko e' un campione, ha delle soluzione tecniche che
in Europa le possono mettere in campo solo 5-6 giocatori, quando
arriva la palla a lui puo' succedere di tutto''. ''E' un
calciatore con caratteristiche tecniche quasi sovrannaturali –
ha concluso Sabatini -, quindi prima di perderlo dovremo
combattere. Se sto pubblicizzando Vucinic per tenerlo stretto o
per ricavarne di piu'? Tutte e due le cose. Non sappiamo come si
sviluppera' la situazione quindi sono in piedi entrambe le
strade. Se Mirko in vacanza trovera' la serenita' necessaria
sara' un calciatore della Roma e ci fara' vincere tante partite,
se non dovesse succedere e' un giocatore sul mercato''..
