NAPOLI, 12 LUG – Le arringhe degli avvocati difensori protagoniste nell'udienza durata oltre dieci ore del processo a Calciopoli in corso a Napoli. Oggi Hanno preso la parola i legali dei dirigenti della Fiorentina Andrea e Diego Della Valle e dell'ad viola Sandro Mencucci e dell'ex arbitro Massimo De Santis considerato il perno della cosiddetta combriccola romana.
Gli avvocati della societa' della Fiorentina Alfonso Forgiuele e Francesco Picca hanno respinto l'accusa di frode sportiva contestata dai pm di Napoli: ''Al di la' delle chiacchiere e delle millanterie nelle conversazioni, la verita' – hanno spiegato – e' che non c'e' la prova di un'operazione salvataggio in favore della Fiorentina ma solo indizi''.
La tesi dei legali della societa' viola, tirata in ballo per la presunta combine di due partite chiave per la salvezza dei viola nel campionato 2004-'05 (Chievo-Fiorentina 1-2 e Lecce-Parma 3-3) e per una presunta proposta di combine rifiutata dal presidente della Lazio Lotito in vista di Lazio-Fiorentina e che la societa' viola sentendosi penalizzata dagli arbitri si sia limitata a chiedere con una serie di telefonate e un incontro col designatore Bergamo parita' di trattamento sotto forma di mere raccomandazioni che non connotano condotta fraudolenta.
''Aver cercato un'attenzione – ha detto Forgiuele – sentendosi danneggiati dagli arbitri, non e' reato se non e' accompagnato da un dolo specifico. In questo caso la Fiorentina non ha fatto altro che chiedere arbitri migliori a garanzia della regolarita' dell'evento sportivo''.
Nell'arringa dei legali viola emerge una Fiorentina che, tartassata dagli arbitri e invisa al sistema, gioca in difesa: ''I Della Valle temevano che altri potessero ricorrere alla corruzione sportiva e si lamentano di decisioni volte a favorire altri e penalizzare loro''.
Anche la telefonata tra Lotito a Mazzini viene giudicata poco credibile e la prova ne e' che nel successivo Lazio-Fiorentina (partita per la quale Lotito parla di ''una proposta oscena, da bandito'') l'arbitro Rosetti non vede un clamoroso mani di Zauri nell'area laziale. In sostanza in quel campionato la Fiorentina – e' stata la tesi dei legali – si attiva solo per avere arbitraggi equilibrati e in ogni caso, a fronte di meri indizi, mancherebbero le prove di un'operazione salvataggio. Questi motivi che hanno portato a chiedere dai legali l'assoluzione per tutti gli imputati per i quali l'accusa ha chiesto da un anno e otto mesi a due anni di reclusione.
