NAPOLI – Riduzioni di pena per Luciano Moggi ed il figlio Alessandro al processo di appello per le presunte irregolarità legate all’attività della Gea, società che ha curato le pratiche sportive di numerosi calciatori a partire dal 2000.
Lo ha deciso la Corte di appello di Roma che ha fissato in un anno di reclusione la pena per l’ex Dg della Juventus (un anno e 6 mesi in primo grado) e 5 mesi per il figlio Alessandro (un anno e 2 mesi).
La prima corte di appello ha inoltre confermato le assoluzioni gia’ decise in primo grado per altri tre imputati: i procuratori Davide Lippi, figlio di Marcello, e Francesco Zavaglia, nonche’ dell’ex dirigente sportivo Francesco Ceravolo.
I due Moggi sono stati riconosciuti responsabili del reato di violenza privata per le presunte pressioni esercitate per l’acquisizione di procure sportive. Entrambe le pene sono coperte da indulto. In particolare, per l’ex dirigente juventino, l’imputazione faceva riferimento alle modalita’ che portarono l’attuale centrocampista del Napoli Manuele Blasi ad abbandonare il procuratore Stefano Antonelli per passare alla Gea. Stesso discorso per Alessandro Moggi, che della Gea e’ stato il presidente, ma in relazione alle acquisizioni delle procure dei russi Zetulayev e Boudianski.
Le riduzioni di pena sono state determinate dalla prescrizione di un episodio contestato ad entrambi gli imputati: la procura dell’attaccante Nicola Amoruso. Per i due Moggi il pg Alberto Cozzella aveva chiesto il riconoscimento del reato di associazione per delinquere e la condanna, rispettivamente a 4 anni e 8 mesi e quattro anni di reclusione. Luciano Moggi, inoltre, e’ stato condannato a pagare circa diecimila euro di spese processuali riferite al primo ed al secondo grado.
I giudici hanno inoltre disposto il risarcimento dei danni alla parte civile Stefano Antonelli da liquidarsi in separata sede. I due Moggi, infine, dovranno risarcire la Figc nella misura di duemila euro. ”Siamo soddisfatti del rigetto del ricorso del pm – ha commentato l’avvocato Matteo Melandri, difensore di Luciano Moggi – che invocava l’associazione per delinquere. Ricorreremo in Cassazione per l’episodio Blasi”.
