NAPOLI, 7 GIU – Le sue erano solo ''battute, millanterie'' dovute al suo carattere di ''toscano, anzi fiorentino''. Cosi' l'ex vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini, imputato al processo calciopoli ripreso oggi a Napoli davanti alla nona sezione del Tribunale, spiega il significato delle frasi intercettate nel corso di numerose conversazioni finite al centro dell'inchiesta a suo carico. Mazzini ha chiesto in apertura di udienza di rendere dichiarazioni spontanee. Ha in primo luogo ricostruito la sua attivita' di dirigente nel mondo del calcio, partendo dalla sua esperienza nel settore dilettantistico, fino alla carica di vicepresidente della Federazione. Si e' soffermato poi sulla questione centrale del suo interessamento per la salvezza della Fiorentina nel campionato 2004-2005, negando comunque con fermezza ogni ipotesi di illecito. ''Non sono un delinquente, se fossi stato un delinquente mi sarei arricchito…'', ha affermato. Ha poi spiegato di aver consigliato ai dirigenti della societa' di smetterla con gli attacchi al mondo arbitrale precisando inoltre che l'intervento del designatore Paolo Bergamo fu esclusivamente quello di ''fare le griglie per tutte le squadre in modo da sorteggiare arbitri con molta esperienza e professionalita'. Mazzini ha ricordato inoltre che la scelta dei due designatori, Bergamo e Pairetto, fu decisa nel 1999 dai maggiori club di seria A dell'epoca (Juve, Milan, Inter, Roma, Lazio, Parma e Fiorentina). Le sue comunque – ha infine ribadito – erano ''millanterie e assecondamenti a cio' che agli interlocutori piaceva sentire''.
L'udienza e' proseguita poi con gli interventi dei legali di parte civile: gli avvocati Franco Vigoriti (per i ministeri dell'Economia, delle Politiche Giovanili e per i Monopoli di Stato), Enrico Gueli (Atalanta), Maurizio Merlini (Bologna), Sacchi Morsiani (legale del fallimento della societa' Vittoria ex proprietaria del Bologna), Carlo Bonzano (Rai), e Agostino La Rana (Federconsumatori Campania). Alte le richieste di risarcimento avanzate delle parti civili (30 milioni dall'avvocatura dello Stato, 43 milioni dal Bologna piu' , 10 dalla Rai, 68 dall'Atalanta, 32 dalla societa' Vittoria). Il processo riprendera' il 14 giugno prossimo.
