
MILANO – “Sono ancora sorpreso, non è bello essere messo in prima pagina per queste cose, ma non ho timori. Ho solo voglia di parlare con i pm e spiegare che, quei 110 contatti, che sembrano una follia, una follia non sono”.
Così Cristian Brocchi si difende sui contatti sospetti con uno dei personaggi arrestati nell‘ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. “Sono solo contatti per i biglietti delle partite, ogni volta mi servono sei, otto o 10 biglietti, quindi non è una follia – ha aggiunto l’ex centrocampista del Milan -. Da questo punto di vista sono sereno, ma è tosta vedersi tirare in mezzo a qualcosa di brutto per chi, come me, ha sempre messo certi valori in cima. E’ giusto che i magistrati si chiedano perché abbiamo avuto quei contatti, glielo spiegherò”.
Brocchi ha poi raccontato di non aver sentito l’altro ex rossonero indagato, Rino Gattuso, perché “in questi casi non sai mai se sia meglio farlo o no”.
