– ROMA, 06 GIU – ''Mi viene da pensare una cosa: che
mi vogliano far passare per il capro espiatorio di tutta la
storia. E io non ci sto''. Sono le parole di Cristiano Doni,
intervistato dalla Repubblica sull'inchiesta relativa alle
presunte partite di calcio truccate, dove afferma di sentirsi
trattato come ''un mostro''.
''Mi stanno infangando – aggiunge il capitano dell'Atalanta –
Il mio nome e quello dell'Atalanta sono quelli mediaticamente
piu' forti. Che fanno piu' clamore. Gli altri giocatori
arrestati e indagati o sono ex o sono pesci piccoli''.
Il giocatore si dice convinto che ''il lavoro dei magistrati
alla fine provera' che non c'entro nulla con questa gente –
sottolinea – Che peraltro io non conosco e non ho mai
conosciuto'' fatta eccezione, aggiunge Doni, per Nicola Santoni.
''Non c'e' una telefonata, dico una che mi riguardi
direttamente, nella quale ci sia la mia voce – precisa Doni –
Ci sono solo delle persone che fanno il mio nome e sono dei
millantatori. Io non ho combinato nessuna partita''.
Doni si augura che interroghino presto Gervasoni, del
Piacenza, e ''anche lui dira' che non c'era nessun accordo. Non
faccio combine ma credo che per condizionare il risultato di una
partita non basti l'accordo tra due giocatori''.
Per il momento, Doni, confessa di sentirsi ''da schifo''.
''Mi fa male pensare alle sensazioni che possono provare in
questi giorni i bergamaschi e tutti i tifosi dell'Atalanta –
conclude – . Sono dieci anni che do l'anima per questa
squadra''. .