MILANO – Il giocatore Alessandro Zamperini non e' credibile quando afferma di avere consentito a combinare le partite oggetto dell'inchiesta sul Calcioscommesse della procura di Cremona perche' ''minacciato di morte'' dal gruppo degli Zingari.
A sostenerlo son i giudici del Tribunale del riesame di Brescia, che hanno respinto la sua istanza di revoca degli arresti domiciliari, i quali spiegano che le sue ''specificazioni'' di ''esservi stato indotto da minacce di morte o simili appaiono di nessuna credibilita' sia per la genericita' delle stesse, sia per l'assenza di elementi fattuali di dettaglio circa le suddette minacce, sia, infine, per l'eccentricita' rispetto ad una narrazione di Zamperini di sostanziale adesione a quel progetto delittuoso in un ambito in cui gli organizzatori del sistema illegale avevano ampie e facili possibilita' di contattare i soggetti intranei al sistema calcistico – come dimostrato dalle altre confessioni degli indagati Gervasoni e Carobbio''.
