Calcioscommesse: libero portiere Cremonese Paoloni

CREMONA, 9 LUG – Oggi pomeriggio, con la moglie Michela e la figlia di 3 anni, il portiere della Cremonese Marco Paoloni, da gennaio e fino al 30 giugno scorso in prestito al Benevento, ha lasciato l'appartamento di Cremona dove era costretto agli arresti domiciliari ed e' partito per Civitavecchia, la sua citta' d'origine, dove il gip Guido Salvini, nel revocargli la misura restrittiva, lo ha sottoposto all'obbligo di dimora e all'obbligo di firma (due volte alla settimana).
Paoloni spera di poter tornare a Cremona per tenere, con gli avvocati Emanuela Di Paolo e Luca Curatti, una conferenza stampa. ''Voglio raccontare la mia verita'. Ho molte cose da dire'', ha ripetuto oggi nell'appartamento preso in affitto quando giocava con i colori grigiorossi. Paoloni sostiene di essere stato ''incastrato'' da Massimo Erodiani, il titolare di agenzie di scommesse di Pescara, e dal dentista di Sirolo (Ancona) Marco Pirani, perche' debitore nei loro confronti.
Nell'ambito dell'indagine, Erodiani, il commercialista Francesco Giannone, per l'accusa facente parte del gruppo di scommettitori bolognesi, e Antonio Bellavista, ex capitano del Bari e dirigente della societa', sono accusati, in concorso tra loro, di tentata estorsione ai danni di Paoloni. In particolare, perche' ''minacciando Paoloni'', tentavano di estorcergli un assegno di 160 mila euro, a titolo di ''risarcimento per le scommesse da loro perse, puntate a seguito delle assicurazioni fornite da Paoloni in ordine al risultato di alcune partite''.
Intanto oggi, per quanto riguarda la giustizia sportiva, e' durata nove ore l'audizione da parte della procura federale, di Antonio Bellavista, che e' stato sentito nella sua casa dove e' agli arresti domiciliari. ''Non posso dire nulla. Abbiamo ritenuto di aver chiarito ogni cosa'', ha detto l'avvocato Massimo Roberto Chiusolo che a breve presentera' al gip Salvini l'istanza di revoca degli arresti domiciliari. Bellavista e' il solo rimasto agli arresti domiciliari.

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