NAPOLI, 8 GIU – Tre partite – una del campionato appena concluso, due del precedente – finiscono sotto la lente degli inquirenti della procura di Napoli. E' di oggi l'iniziativa dei magistrati, che indagano su uno dei filoni del calcioscommesse, di delegare alla squadra mobile l'acquisizione dei filmati relativi a Napoli-Parma del 10 aprile 2010, conclusa 2-3 con la vittoria in rimonta degli emiliani, Lecce-Napoli dell'8 maggio scorso, 2-1, e Sampdoria-Napoli 1-0, ultima partita del campionato 2009-2010.
Sulle circostanze che hanno indotto i magistrati a verificare l'ipotesi di presunti illeciti legati a quei match al momento e' possibile formulare solo congetture, a causa dello stretto riserbo che circonda l'inchiesta. Solo sulla partita con gli emiliani appariva scontato un supplemento di indagine da parte dei pm, visto che quell'incontro al San Paolo, gia' segnalato come anomalo lo scorso anno in un'informativa dei carabinieri (elementi che non apparvero rilevanti, tanto che l'incartamento fini' sul tavolo della procura federale della Figc per essere archiviato), vide la presenza a bordo campo, documentata dalle foto diffuse nei giorni scorsi, di Antonio Lo Russo, figlio di un boss della camorra con interessi nel settore nelle scommesse. Ci sono state dunque nuove rivelazioni da parte di qualche fonte legata a quel mondo? L'impressione e' che i magistrati del pool che si occupa dei cosiddetti ''reati da stadio'' intendano esaminare i casi in maniera approfondita per capire se ci troviamo di fronte a elementi concreti per proseguire l'inchiesta oppure a segnalazioni fasulle, destinate agli archivi. Va detto che oggi l'Agipro News (l'Agenzia stampa giochi a pronostico e scommesse) in una nota ha sottolineato che in nessuna delle tre partite in questione si sono verificati flussi di puntate anomale, anche per quanto riguarda le giocate ''live'', fatte ovvero nel corso dell'incontro.
A gettare acqua sul fuoco sono stati nel corso della giornata sia il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore sia il presidente della societa' azzurra Aurelio De Laurentiis. ''Se ci sono dei reati e' nostro dovere intervenire. Allo stato attuale posso escludere che il Napoli sia coinvolto''. ha dichiarato Lepore ai microfoni di radio CRC. ''Per cambiare il risultato di una partita – ha sottolineato il procuratore – c'e' bisogno dell'accordo di tante persone come giocatori, allenatori, arbitri e cosi' via. Non sappiamo ancora il meccanismo tramite il quale il travisamento dei risultati sarebbe avvenuto.Il denaro muove le montagne, poi ci possono essere anche altri interressi collaterali. Siamo all'inizio delle indagini ma penso che verranno fuori molte cose''.
Il presidente del Napoli ha in primo luogo fornito una spiegazione sulla presenza del figlio del boss a bordo campo: ''Questo signore presentato nelle foto – ha detto – era vicino a un rappresentante delle forze dell'ordine ed era alle dipendenze di un manutentore del campo di gioco, quindi non e' che il calcio Napoli puo' stare all'entrata a verificare la fedina penale di tutti quelli che entrano, altrimenti dovremmo anche investigare, e non solo sui frequentatori dello stadio''. Quanto all'inchiesta in corso ''a me non risulta – ha dichiarato – che il Napoli sia coinvolto. Per quanto riguarda la presenza allo stadio di determinati elementi, le societa' di calcio non possono mai essere considerate come responsabili perche' allo stadio possono non andare solo coloro che sono colpiti da Daspo, tutti gli altri in luoghi pubblici possono avere accesso: questa e' la legge, questa e' la regola''., ha spiegato ai giornalisti che lo hanno avvicinato in Municipio dove ha incontrato il sindaco Luigi de Magistris.
