
ROMA – “Mari, monti o collina?” così Salvatore Spadaro, uno dei due mister X del nuovo filone dell’inchiesta sul calcioscommesse, si informava al telefono, chiedeva informazioni, prendeva nota, come dicono gli inquirenti, per inquinare, truccare, manipolare le partite di A, B o Lega Pro, appunto mare, monti o collina. Un linguaggio criptato, dei codici sfruttando, come si legge tra le carte dell’inchiesta, anche “le informazioni raccolte sugli accordi presi tra società che concordavano i risultati”.
“L’ordine arrivava mezz’ora prima”. Puntava alto mister X, Spadaro puntava alla Serie A. “Ciò non significa con certezza — precisa il giudice Salvini nell’ordinanza di arresto — che per tutte le numerose partite indicate un accordo corruttivo sia stato raggiunto. Tutte comunque sono state certamente oggetto di sondaggi, trattative e interventi in tal senso da parte degli indagati e delle persone a loro vicine e proprio la reiterazione di tali tentativi rappresenta uno degli elementi costitutivi del reato associativo”.
Solo nel 2011, tra le partite sospette ci sono per esempio Milan-Lazio (0-0), Chievo-Napoli (2-0), Chievo-Milan, Milan-Bari (1-1), Lazio-Juventus (0-1), Udinese-Lazio (2-1), Milan-Cagliari (4-1) e ancora sempre nello stesso anno Inter-Lecce, Juventus-Brescia, Juventus-Chievo e Inter-Chievo.
Un esempio su tutti. Udinese-Lazio dell’8 maggio del 2011. Finisce 2-1 per l’Udinese e la Lazio sbaglia un rigore. Cosa che nel calcio succede, ci sta. Ma per Salvini quel rigore va visto e rivisto. Salvini ricorda e scrive che quell’8 maggio Handanovic, portiere dell’Udinese, ”ha parato un rigore tirato da Mauro Zarate sulla cui esecuzione, quasi inoffensiva, si rimanda ai filmati”.
Secondo la procura di Cremona c’era anche un piano per i Mondiali: l’organizzazione che fa capo al singaporiano – progettava ”a quanto sembra, un piano di interventi illeciti sui prossimi Campionati del Mondo che si svolgeranno in Brasile”.
Poi c’è l’altro mister X, il “Civ”, Francesco Bazzani, spulciando tra i suoi tabulati telefonici gli inquirenti sono arrivati a Brocchi e Gattuso. “Una rete che ha operato per tutto il 2013, fino a pochi giorni fa”, ha commentato il procuratore di Cremona Roberto Di Martino. Spadaro, secondo l’accusa e come riportato dal Corriere,
“sarebbe legato al giro dei bolognesi di Giuseppe Signori” mentre “Francesco Bazzani avrebbe avuto collegamenti sia con i commercialisti dell’ex bomber della Nazionale, Bruni e Giannone (entrambi finiti in carcere in una delle precedenti fasi dell’inchiesta), sia con Almir Gegic, uno dei leader del gruppo degli zingari”. Inoltre “Spadaro e Bazzani chiedevano 600-700 mila euro a intermediazione”, comprensivi del denaro – spiegano in procura – “che serviva per oliare dirigenti e calciatori”.
L’elenco completo delle partite sotto inchiesta
L’elenco completo dei calciatori coinvolti
Il video dell’arresto di Francesco Bazzani
“Piuttosto singolari — si legge tra le carte — appaiono i contatti registrati in occasione di Chievo-Milan”, Bazzani, quando non chiama Gattuso, per gli inquirenti, e come scrive il Corriere, “comincia con Salvatore Pipieri, amico intimo e factotum di Rino”. I contatti, scrive Ariana Ravelli del Corriere “pericolosi si ripetono, numerosi, tra Bazzani e Pipieri, anche fino al calcio di inizio di Milan-Bari del 13 marzo 2011. Inoltre Bazzani, lo si evince dalle celle telefoniche agganciate, è presente due volte a Milanello, il 2 febbraio 2011 e il 19 maggio dello stesso anno”.
E poi ci sono i contatti tra il Civ e Cristian Brocchi: “Sono emersi 110 contatti — scrive il gip Salvini — che vanno dal 22 gennaio 2011 e si protraggono fino a maggio”. 11 contatti solo prima di Lazio-Juve (2011). Il calciatore ieri si è difeso, attribuendolo le telefonate ad “amici di amici che chiedevano biglietti per le partite”.
Bazzani, inoltre “mostra confidenza con l’ambiente laziale”. “Il 5 maggio 2013, giorno di Lazio-Bologna (6 a 0), durante la partita — recita l’ordinanza — Bazzani è all’interno dell’Olimpico e comunicando con tale Muroni Caterina, che è seduta nei pressi di Tare (ndr : Igli Tare, dirigente laziale), chiede di passarglielo. È evidente che c’è un rapporto tra Bazzani e Tare perché nessun estraneo farebbe una proposta del genere”.
Nel nuovo filone dell’inchiesta c’è anche il nome di Antonio Conte, già squalificato dopo il primo troncone dell’inchiesta, di lui parla l’ex portiere del Siena Coppola parlando della combine con l’Albinoleffe: “Quando l’argomento fu introdotto ci lasciò decidere come meglio credevamo, lui si chiamò fuori”.
La testa, il cuore dell’organizzazione, secondo il Gip, è Singapore. Qui ci sarebbe «la testa» dell’organizzazione attiva anche in Italia e pronta “a progettare, a quanto sembra, un piano di interventi illeciti sui prossimi campionati del mondo che si svolgeranno in Brasile”.
Il sito Affaritaliani ha riassunto le principali intercettazioni emerse fino ad ora:
“C’è uno che ha telefonato di Roma… dice che ha una situazione buona”, confidava Cosimo Rinci, team manager di una società minore arrestato con l’accusa di essere uno degli artefici della nuova associazione per delinquere dedita al calcioscommesse. L’interlocutore, Salvatore Spadaro, il “mister X” finito anche lui in carcere, rispondeva: “Dov’è? Mari, monti o collina?”. Dove – secondo i poliziotti del Servizio centrale operativo che da due anni indagano sul calcioscommesse – mare, collina e montagna equivalevano ai campionati di serie A, B e Lega Pro su cui si voleva “intervenire”. Intilisano parla anche di un “presidente che già sta pagando i giocatori mese per mese, a suon di soldoni…” e “il presidente i giocatori li ha pagati mese per mese e ce li ha nelle mani lui…”. Secondo il giudice Salvini questo dimostra che il dirigente a cui fa riferimento l’interlocutore “corrompe a sua volta i giocatori”. Rinci parla di “cinque giocatori a 25.000 euro l’uno e l’allenatore che porta 70.000 euro”
