BOLOGNA, 2 AGO – ''Non sono io il capo dei 'bolognesi'. E' l'ascolto delle stesse intercettazioni della Procura a dimostrarlo''. E' quanto sostiene Beppe Signori, coinvolto nell'inchiesta del calcioscommesse e indicato come ''elemento centrale del gruppo di scommettitori di Bologna'' nell'ordinanza del gip di Cremona Guido Salvini.
Secondo l'ex bomber di Lazio e Bologna nel colloquio tra Marco Pirani e Massimo Erodiani in cui viene fatto il suo nome, non e' pero' a lui che il primo si riferisce quando si raccomanda di non ''nominare quel nome al telefono''. Secondo l'investigatore Ugo Vittori dell'agenzia 'Eagle Keeper' che fa parte del pool difensivo di Signori, il riferimento riguarderebbe un altro personaggio coinvolto gia' in passato in inchieste simili.
