Alessandro Catapano, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”, fa il punto della situazione sulle novità riguardanti la cessione della Roma Calcio Spa.
Allora, facciamo un passo indietro. Le trattative con il consorzio americano di Thomas DiBenedetto vanno avanti da mesi. Il progetto a stelle e strisce convinse subito la banca.
Già nel business plan, c’erano idee, progetti, modelli di sviluppo ritenuti «molto interessanti» . Passo dopo passo In questi mesi, le parti — in contatto continuo, anche in queste ore— hanno conciliato esigenze e disponibilità e raggiunto un memorandum d’intesa, con questi punti.
Primo: come scriveva ieri Milano Finanza, gli americani hanno ottenuto che UniCredit resti nella Roma col 40%. Secondo: la banca ha chiesto agli americani di inserire nel progetto un imprenditore italiano (romano), cui cedergli parte della sua quota (20%), in modo da calmare gli appetiti romani.
Fatti i nomi di Fondo Clessidra, Francesco Angelini, Luca Parnasi, che si è detto disponibile. Terzo: gli americani garantiscono un impegno a lungo termine (5-8 anni) e si impegnano a ricapitalizzare subito la società (con UniCredit che parteciperà in base alla propria quota). Quarto: l’operazione è garantita finanziariamente dalla banca Piper Jaffray, altro che Fioranelli. Un mese almeno Dunque, domani UniCredit e Rothschild riceveranno un’offerta vincolante di cui conoscono già serietà e solidità (tanto che il signor Thomas DiBenedetto fa sapere di non avere proprio nulla a che fare con il turco Adnan Sakli).
Ciò non toglie — dicono dalla banca — che tutte le offerte saranno vagliate e chi offrirà di più e si mostrerà credibile, si prenderà la Roma. Giampaolo Angelucci ha fatto sapere che presenterà una proposta «seria e competitiva» . E ci si aspetta che anche il fondo Aabar presenti la sua. La gara è all’inizio. Le buste verranno aperte in un Cda di Italpetroli, lì verrà scelta la migliore e a quel punto comincerà la trattativa per il contratto di acquisto. Tempi: un mese, un mese e mezzo ancora.
