Champions League, Messi-Rooney: sfida per il trono d'Europa

Londra (Regno Unito) – Da una parte, Messi. Il bravo ragazzo dalla faccia pulita, allergico agli scandali, un curriculum vergine da ogni tipo di cattiva condotta. L'ambasciatore Unicef, il volto perfetto per le campagne sul fair play e le copertine dei videogiochi impacchettati sotto l'albero. Il bambino che decise di diventare il nuovo Maradona guardando in televisione il leggendario gol con cui il Pibe de Oro trafisse l'Inghilterra, e che coronò il suo sogno vincendo la battaglia contro un corpo che aveva deciso di non crescere per un problema agli ormoni. Messi più forte degli scettici che pronosticavano per lui una carriera senza futuro: troppo fragile e debole per un calcio dove la fantasia non è più al potere, dicevano. Ed invece, a soli 24 anni, la Pulce è già parte della storia del Barcellona e del calcio internazionale, che lo ha già premiato per due volte con il Pallone d'oro, grazie ad uno stile di gioco che rievoca i grandi numeri dieci del passato: finte ubriacanti, palla incollata al piede con l'attaccatutto, assist imprevedibili, velocità da centometrista.

Published by
admin