VERONA, 10 GIU – Il Chievo riparte dal suo recente passato: Mimmo Di Carlo, dopo una stagione sfortunata alla Sampdoria, e' nuovamente seduto sulla panchina della squadra che aveva guidato con successo per due campionati. Con tanta voglia di ricominciare, e qualche sassolino da togliersi in riferimento a quella traumatica esperienza a Genova, conclusasi con la retrocessione in B della squadra del presidente Garrone.
Di Carlo, giacca chiara, sorridente, si e' presentato oggi davanti ai taccuini dei cronisti, partendo subito da un paio di dichiarazioni sull'annata balorda con la Samp: ''Mi dispiace per quello che e' accaduto a Genova – ha detto -. Penso che il progetto Sampdoria sia stato stravolto. Peccato, ma quell'esperienza mi ha insegnato tanto, ha fatto crescere me e tutto il mio staff. Abbiamo avuto la possibilita' di lavorare con grandi campioni. Ora e' un piacere incontrare di nuovo il Chievo, la sua gente, il suo spirito''.
Il tecnico di Cassino, 47 anni, ha ringraziato il presidente Campedelli e il direttore Giovanni Sartori per questa ''grande opportunita''' che offerto a lui e al suo staff. ''Voltare pagina subito, dopo un anno difficile – ha osservato – e' di gran stimolo per noi. Ci da', se possibile, ancora piu' motivazioni. Per me il Chievo e' una famiglia e mi sento orgoglioso di far parte di questo progetto ancora una volta''. Di Carlo parla a ruota libera, gli argomenti sono tanti: ''qualcosa e' cambiato. Ho visto il nuovo centro sportivo a Peschiera, con me non c'era. L'ho trovato bellissimo, ottime strutture, degno di una grande squadra. Voglio anche ringraziare e fare i complimenti a Pioli. Ha fatto un grande lavoro che cerchero' di portare avanti con altrettanto entusiasmo''. ''Qui al Chievo – ha ricordato – mi conoscono bene, sanno che il mio credo e' solo lavoro, lavoro e lavoro. Vorrei vedere in campo una squadra duttile, dinamica. Bisognera' essere sempre molto corti, in questo modo aiuteremo anche i nostri attaccanti''.
L'obiettivo – ha ammesso – resta ''come sempre la salvezza'', ma non e' vietato pensare ad un Chievo che possa arrivare ''il piu' in alto possibile''. ''Avevo una gran voglia – ha proseguito – di accettare un'altra sfida, farlo qui al Chievo mi riempie d'orgoglio. Ho il vantaggio di conoscere l'ambiente e il mondo Chievo, ma e' nel mio dna ripartire ogni stagione da zero, ed e' quello che faro'''. La Sampdoria e' definitivamente alle spalle, l'amarezza dell'esonero sembra dimenticata. ''Il calcio – ha concluso – e' la metafora della vita, bisogna sapersi rialzare e ripartire. Se poi, come nel mio caso, si ha la fortuna di farlo ritrovando una sorta di famiglia attorno a se', penso che tutto sara' piu' facile''.