ROMA, 2 AGO – Squalifica ridotta da inibizione a vita a cinque anni, ma ok alla lotta al doping dello sport italiano.
Il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha parzialmente accolto il ricorso di Enrico Lazzaro contro la sentenza del Tribunale nazionale antidoping del Coni.
L'organismo, con una sentenza del 24 ottobre 2010 seguita al procedimento nato dall'inchiesta penale di Padova, aveva inibito il medico sportivo accusato di praticare l'autoemotrasfusione agli atleti, impedendogli a vita di tesserarsi o rivestire cariche per le federazioni sportive, e di frequentare in Italia impianti, manifestazioni e eventi sportivi. Ora il Tas, a seguito del ricorso di Lazzaro, ha ridotto a cinque anni la durata di questa inibizione.
Nel suo lungo dispositivo arbitrale, l'organismo di Losanna vuole pero' ''dare atto al CONI – ed in particolare ai suoi organi deputati a contrastare il fenomeno del doping – della serietà e dell'impegno con i quali la lotta in questione viene condotta'' perche', si sottolinea, accertamenti e sanzioni ''non sono limitati ai soli casi degli atleti ma anche a quelli, particolarmente complessi, di altri soggetti che, piu' o meno volontariamente, possono minare l'integrità dello sport''.