BUENOS AIRES, 7 LUG – Una squadra senz'anima, un paese irritato: a Buenos Aires è esploso il malcontento di stampa e pubblico contro la nazionale argentina dopo il deludente 0-0 di ieri notte con la Colombia nel secondo incontro del gruppo 'A' della Coppa America 2011.
La 'Seleccion' è nell'occhio del ciclone: non riesce a vincere e ancora meno a convincere, ma soprattutto non riesce ad approfittare la presenza tra le sue fila di Lionel Messi, il miglior giocatore del pianeta.
I primi sintomi dello scontento si sono manifestati fin dai primi minuti nell'incontro giocato al 'Cimitero degli Elefanti' di Santa Fé, uno stadio che deve il suo nome al fatto che grandi club come Boca Juniors e River Plate che affrontano il piccolo Colon ne escono spesso malconci.
Il pubblico sugli spalti ha invocato Diego Maradona, ha gridato in coro ai giocatori di ''tirare fuori gli attributi'', ed alla fine ha fischiato l'intera squadra, che al 'Cimitero' ha rischiato di essere abbattuta come un inerme pachiderma dagli agguerriti cacciatori colombiani.
Le contestazioni, forti e chiare, hanno lasciato traccia, visto per esempio che Carlitos Tevez, forse il più amato dalla 'torcida' argentina, ha ammesso che ''i fischi fanno male''.
Prima dell'inizio del torneo il ct Sergio 'Checho' Batista aveva paragonato l'Argentina ad una Ferrari: ma l'assenza di gioco, la scarsa efficacia in attacco e la fragilità difensiva la fanno sembrare oggi agli occhi dei connazionali come una comune utilitaria.
'La Ferrari ha sbattuto' è infatti il titolo della prima pagina del quotidiano Ole', ironizzando proprio sulla definizione del 'Checho'. 'L'Argentina non appare', ha titolato d'altra parte Pagina 12, mentre ''11 marmittoni'' è stato l'impietoso titolo di 'Cronica'.
E l'analisi, rilevano i media locali, è altrettanto dura anche in Spagna, dove considerano Lio Messi quasi come un patrimonio nazionale: il giornale 'As' ha puntato l'artiglieria contro il ct ('Batista dirige il Titanic contro l'iceberg') mentre per El Pais 'L'Argentina fa pena'.
Rinchiuso nella sua ormai proverbiale timidezza Messi non parla, e prevalgono quindi le interpretazioni sul suo inequivocabile linguaggio corporale, visto che a tratti ieri la 'Pulce' è apparso spento e infastidito: 'Messi soffre'', 'Messi arrabbiato', 'Messi deluso', ripetono in queste ore le tv e i siti web del Rio de la Plata.
''Non siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco, ora ci aspetta una finale'', ha dichiarato Batista nel dopo partita riferendosi alla partita che l'Argentina giocherà lunedì a Cordoba contro il Costa Rica, la più piccola forse tra le 'cenerentole' della Coppa America.
Se ci fosse la certezza che le gerarchie vengano rispettate non ci sarebbero problemi, ma per la 'Seleccion' il campo ha finora espresso un verdetto ben diverso.
In attesa di tale 'finalona', l'Argentina piange mentre la Colombia invece fa festa: 'abbiamo fatto tremare la disordinata 'Seleccion'', è per esempio il titolo del quotidiano di Bogotà El Nuevo Siglo.