ROMA, 21 GIU – ''Non sono stato contattato ne' dall'Inter, ne' dalla Fiorentina''. Parola di Delio Rossi, ex tecnico del Palermo, attualmente libero, in attesa di una sistemazione.
In realta', un'offerta – al momento, misteriosa – per l'allenatore ci sarebbe, ma a lui non alletta: ''Se volessi allenare una squadra ce l'avrei – rivela Rossi a Radio Mana' Mana', all'interno della trasmissione ''Buongiono calcio – Il problema e' che non ritenevo di essere la persona giusta per portare avanti quel progetto. Se devo allenare tanto per allenare, allora resto fermo. A me deve scattare la scintilla. Fino ad esso non c'e' stata la situazione che mi ha fatto scatrttare quella scintilla''.
''Non sono stato contattato – ha spiegato l'ex tecnico del Palermo a proposito della vicenda Inter – ma leggo una sfilza di nomi cosi' diversi, che non capisco. I presidenti pensano che se prendono Van Gaal piuttosto che Delio Rossi e' uguale. Io non sono d'accordo: un presidente deve tracciare una strategia, e deve trovare una persona che porti avanti il suo progetto. E poi deve mettere l'allenatore in condizioni di poterlo portare avanti. Questo spiega perche' noi cambiamo sempre allenatore mentre in altri paesi ci sono persone che sono 15 e 20 anni sulla stessa panchina. In generale penso ci sia mancanza di progetto chiaro e diviso. L'allenatore e' parte integrante del progetto, se il progetto c'e'''. Si parla anche della Fiorentina, nel caso dovesse partire Mihajlovic: ''Con i se e con i ma non si fa nulla. A Firenze c'e' un allenatore che sta lavorando, sotto contratto. Unica panchina libera e' quella dell'Inter, ma io personalmente non sono stato contattato dei nerazzuri, e neanche dalla Fiorentina''. La Roma, che ha Sabatini direttore sportivo, un pensierino ce lo aveva fatto: ''E' parzialmente vero – ammette – Walter, prendendo Luis Enrique, ha fatto una scelta coraggiosa e fuori dal normale. In questo momento a Roma serve un allenatore che non ha precedenti. Mi auguro che sia buona scelta''. Forse puo' aver influito il passato alla Lazio di Rossi: ''Non penso sia stato questo il motivo. Penso sia sciocco scegliere un allenatore in base al fatto che abbia allenato i cugini''. Un pensiero su Sabatini, uno degli uomini di fiducia della nuova Roma di DiBenedetto: ''La Roma ha fatto un grande acquisto con lui. Ci unisce grande stima umana e professionale. E' il migliore ds d'italia, competente di calcio, non venditore di fumo''. Due parole sull'esperienza di Palermo, chiusa con qualche polemica: ''Ho lasciato un gruppo che conoscevo bene, che mi ha dimostrato affetto, anche perche' a me hanno dato molto. Zamparini ha provato a trattenermi? Il presidente lo sapeva nel momento stesso in cui mi ha richiamato, glielo avevo detto: lei mi richiama, ma qualunque cosa succeda io il prossimo anno non allenero' il Palermo. Non sarebbe stato giusto e corretto ricominciare senza metterlo al corrente delle mie intenzioni''. In conclusione, una curiosita': Reja, qualche mese fa, chiamo' Rossi per avere qualche consiglio sulla gestione di Zarate, estroso fantasista della Lazio, ma anche irrequieto: ''Sono affezionato al ragazzo, anche se l'ho allenato poco. Reja, prima di andare alla Lazio e durante il campionato, mi ha telefonato per chiedermi come mi ero comportato io con Mauro. Gli dissi alcune cose, ma poi fece di testa sua. E ha fatto bene, visto che Edi ha grande esperienza. Ora bisogna valutare attentamente la posizione del giocatore: se lo si considera imprescindibile, occorrera' metterlo nelle migliori condizioni per dare il meglio. Altrimenti, sara' meglio che cambi aria''. .
