TORINO – La Procura di Torino ha chiesto la sua condanna a 24 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, ma Michele Padovano, 45 anni, ex bomber di Napoli, Genoa e Juventus, afferma di essere completamente innocente, chiede di essere assolto e dice di ''voler tornare a lavorare nel calcio.
Spero – confessa parlando con i giornalisti per la prima volta dall'inizio del processo – che i dirigenti di qualche societa' stiano alla finestra per aspettarmi''. Padovano, che per questa vicenda del traffico di hashish su Tir provenienti dalla Spagna e' stato anche in carcere nel 2006, ammette, per bocca del suo defiensore, avv. Paolo Davico Bonino, di aver fumato ''solo qualche spinello con gli ex calciatori della Juventus Gianluca Vialli e Nicola Caricola'' e poi si lascia andare al racconto di questi anni.
''A causa di questa vicenda – racconta – negli ultimi quattro anni ho fatto una sola esperienza nel calcio, come osservatore della Pro Patria, in LegaPro, e ho trovato grandissime difficolta', perche' quello del pallone e' un mondo molto particolare. Non sputo nel piatto nel quale ho mangiato perche' mi ha dato da vivere, e anche bene. Da quando si e' aperta l'inchiesta, pero', tutti hanno preso le distanze da me''.
Padovano entra anche nel merito delle accuse. ''Il pm – dice – ha sempre detto che non credeva a una parola di quanto ho raccontato. Gli ho risposto che spero che i giudici non siano come lui. Ho semplicemente aiutato un amico d'infanzia che mi aveva chiesto un prestito per acquistare dei cavalli. Sono stato un ingenuo a pensare, in maniera presuntuosa, che con i miei soldi avrei potuto fare quello che volevo, anche prestarli, in maniera molto limpida, con un bonifico, a un amico. Se tornassi indietro forse valuterei meglio le cose''.
''Se ho fatto un errore – aggiunge – l'ho pagato fin troppo caro. Anche una condanna a sei mesi sarebbe eccessiva perche' non ho fatto niente, ma se anche fossero veri tutti i fatti che mi vengono imputati, e non lo sono, i 24 anni di reclusione chiesti dal pm sono davvero uno sproposito''.
Nel processo Padovano e' indicato dalla Procura di Torino come il finanziatore dell'organizzazione che faceva arrivare in Italia Tir carichi di hashish dalla Spagna. La stessa Procura ha chiesto la condanna a 44 anni di reclusione per il suo amico d'infanzia Luca Mosole, ritenuto il capo dell'associazione per delinquere.