Il Fatto denuncia: topi, crolli e prostitute negli stadi italiani

ROMA – Il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Paolo Ziliani, ha denunciato le condizioni deficitarie che caratterizzano molti stadi italiani. Riportiamo alcuni passaggi del suo articolo.

Non solo Is Arenas. 

 “Se qualcuno si stracciale vesti indignato per il protrarsi del caso Is Arenas (lo stadio dove gioca, o dovrebbe giocare, il Cagliari: a tutt’oggi non si sa dove si disputerà la partita di domenica, ore 15, contro il Milan), vuol dire che non è mai stato al San Paolo di Napoli, o al Barbera di Palermo, o al Meazza di San Siro, o al Dall’Ara di Bologna. Perché in confronto a quel che succede lì – e nella quasi totalità degli stadi italiani -, le beghe legali di Is Arenas sono roba da Lions Club, bagattelle da Rotary. Dirlo non è bello: ma proprio noi che ci siamo appuntati sul petto per una vita il distintivo di “campionato più bello del mondo”, ora ci presentiamo agli occhi del mondo con le pezze al culo”.

Juventus unica eccezione in un panorama desolante. 

“E il fatto che un solo club (la Juventus) possegga uno stadio suo degno di chiamarsi stadio, non la dice tutta: se ci guardiamo in giro, c’è da vergognarsi. Avete voglia di farvi un viaggetto panoramico in stile Jurassic Park? Allacciate le cinture. Al San Paolo di Napoli si vedono spesso gatti in tribuna perché nell’anello a livello del campo, dove c’è la casa del custode – indagato tempo fa perché nascondeva un arsenale di petardi & affini – c’erano i topi. E lo stadio letteralmente cade a pezzi. Inviati stranieri, nella scorsa Champions League, sono saliti su ascensori nei quali pioveva e una volta in tribuna-stampa hanno chiesto invano due cose: dove fosse lo shop per acquistare i gadget del Napoli Calcio (non esiste) e dove fossero i servizi (non ci sono, bisogna riprendere l’ascensore, aprire l’ombrello e scendere). Al Renzo Barbera di Palermo (ex Favorita) il bar della tribuna centrale è chiuso da tempo perché il proprietario è stato incriminato per reati gravi: e la toilette della tribuna a fine partita è impraticabile. Come si dice, se la conosci la eviti”.

Quanti problemi per lo Stadio Olimpico di Roma ed il Giuseppe Meazza di Milano.

“All’Olimpico di Roma si parla da anni di siringhe ritrovate nei bagni delle curve e di prostitute che la domenica (o il sabato se c’è l’anticipo) visi recano a svolgere i loro extra di fine settimana. Al Ferraris di Genova sono stati visti, e inquadrati in mondovisione, topi che si aggirano indisturbati, a partita in corso, a bordo campo: fra poco avranno al collo regolare accredito. Al Meazza di Milano ogni volta che piove l’acqua si rovescia in tribuna-stampa: per non parlare di tutto quel che entra nelle curve – un po’ come a Roma -: petardi, bombe carta e persino motorini (il 6 maggio 2001, durante Inter-Atalanta, alcuni tifosi lanciarono uno scooter nell’anello sottostante: il campo venne squalificato per 2 giornate e l’Inter multata di 30 milioni di lire)”.

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