APPIANO GENTILE (COMO), 5 lug – L'Inter e' gia' un gruppo forte che puo' solo migliorare. Qualche partenza di lusso (qualcuno fa il nome di Sneijder) sara' magari dolorosa ma utile a far cassa e a investire come si fece con Ibrahimovic. Mourinho e' indimenticabile pero' e' tempo di pensare al futuro, a giocare, a fare risultato, a divertirsi e a far divertire: e' il manifesto di Gian Piero Gasperini, il nuovo allenatore dell'Inter, presentato al Centro Sportivo Angelo Moratti ad Appiano Gentile.
Solo pochi tifosi ai cancelli nell'afa di mezzogiorno in una giornata che non sa di festa: la conferenza di Gasperini cade all'indomani della relazione del procuratore generale della Federcalcio Stefano Palazzi che accusa l'Inter di illecito per lo scudetto del 2006. L'allenatore – un tempo alle giovanili juventine – di fronte alla gigantografia di Giacinto Facchetti che domina la sala – dice: ''E' una vicenda dolorosa questa che riguarda Facchetti. Io pero' la penso diversamente. Abbiamo l'esigenza di preoccuparci del campo, questo puo' aiutare a cancellare il resto. Alla gente piace il gol, la partita, dobbiamo preoccuparci di questo''.
Lui non si sente un ex juventino: e' legato ai colori rossoblu' del Genoa e del Crotone. ''Ho allenato a lungo la Juventus ma il settore giovanile – spiega – non la prima squadra. Ci sono tanti allenatori che sono passati da una panchina all'altra e magari non hanno avuto la stessa etichetta che ho avuto io, che mi sono occupato essenzialmente di giovani e lo dico con grande orgoglio, visto che tanti di quei giovani oggi fanno parte della nazionale di Prandelli, senza aver mai giocato in prima squadra, cosi' come non ho mai allenato io in prima squadra. Il mio percorso credo che sia comunque indipendente e, in questo momento, ho un attaccamento professionale in piu' per i colori rossoblu', del Crotone e del Genoa''.
Il tecnico di Grugliasco non e' ipnotico e incantatore come Mourinho, sogna meno di Leonardo, non ha il gusto della stilettata anglosassone di Benitez: la cifra di Gasperini e' nel suo low profile. Compostezza, serieta', voglia di fare nelle dichiarazioni programmatiche: anche il look e' quello che meglio gli si addice, severa grisaglia, camicia celeste e cravatta scura a pois. Gli sono pervenuti messaggi da Madrid come quelli che riceveva Leonardo?: ''Non ne ho ricevuti ma io e Jose' non ci siamo mai frequentati fuori dal campo. Abbiamo sempre nutrito stima reciproca in campo. Anche quando lo criticavano come allenatore, ho sempre sostenuto che fosse un grandissimo e non solo mediaticamente perche' riusciva sempre ad ottenere il massimo. L'ho sempre stimato, una stima disinteressata perche' non siamo molto amici''.
''Non so se dia l'impressione – sdrammatizza riguardo alla difficolta' dell'impresa nella quale si e' imbarcato – di essere preoccupato, ma sinceramente non ho alcuna preoccupazione. Voglio iniziare a lavorare con la volonta' di creare un ambiente positivo dove sia anche divertente giocare a calcio. E cosi' che affronto questa avventura con l'Inter, cosi' come ho fatto al Genoa e in categorie inferiori. Vorrei riproporre quello spirito oltre alle alchimie tattiche. Voglio una squadra che si diverta, che diverta e che provi ovviamente a vincere''.
Qualcuno ricorda la sua battuta a Gattuso, ''gli do subito due stecche'': ''Il Milan sicuramente ha vinto bene il campionato, ma alla fine hanno avuto difficolta' trasformandole poi in senso positivo. Se sono arrivati davanti da' fastidio perche' sono della stessa citta', e' normale, ora dobbiamo avere spirito di rivalsa per fare una stagione all'altezza dell'Inter''.
Rebus Sneijder che potrebbe non trovare spazio nell'assetto tattico di Gasperini che non prevede il ruolo del trequartista ma un 3-4-3: ''Che Sneijder sia un campione e' evidente, quella che sara' la situazione tra 50-60 giorni e' difficile prevederla. Indubbiamente cosi' come siamo ritengo che l'Inter sia gia' molto forte, ma l'intenzione dell'Inter e' uscire dal mercato semmai piu' forte e non meno. Un po' come successe due anni fa quando ando' via Ibrahimovic, servi' per rinforzare l'Inter. Non sono preoccupato perche' non scenderemo come valore''.
Le idee ci sono, la volonta' pure, il mercato e' in fermento con Jonathan (terzino destro del Santos) e Alvarez, il Kaka' del Velez, ormai quasi nerazzurri (questione di ore) l'idea Palacio che potrebbe decollare e quella di Banega in ascesa. Arrivi e partenze ma ancora nulla di definire: lavori in corso all'Inter di Gasperini.