Gay Pride Mosca, manifestanti aggrediti

MOSCA 28 MAG Li hanno aspettati – MOSCA, 28 MAG – Li hanno aspettati, vestiti di nero,
lungo il blindatissimo percorso della manifestazione, brandendo
icone e croci ortodosse e invocando Sodoma e Gomorra prima di
scagliarsi contro i militanti che volevano tenere un gay pride
sotto le mura del Cremlino, sfidando l'ennesimo divieto del
Comune di Mosca. Sono volati calci e pugni, con bis nella
successiva manifestazione davanti al municipio, finche' la
polizia non e' intervenuta a dividere omosessuali e
ultraortodossi, fermandone complessivamente oltre quaranta, tra
cui alcuni stranieri.
Anche questo gay pride, quindi, e' finito tra violenze e
manganelli, come succede dal 2006. Eppure quest'anno c'erano
attese diverse. E non solo per la multa inflitta alla Russia lo
scorso ottobre dalla corte dei diritti dell'uomo per aver
bandito le parate gay violando la costituzione. Ma anche perche'
dallo scorso settembre il controverso sindaco Iuri Luzhkov, che
riteneva i gay pride ''opera di Satana'', era stato silurato e
sostituito con il piu' moderato Serghiei Sobianin, che ha fatto
delle aperture alle manifestazioni delle opposizioni.
Ma sugli omosessuali e' rimasta la chiusura. ''La decisione
e' stata presa in relazione ai numerosi appelli presentati al
Comune di Mosca da esponenti delle confessioni religiose, da una
serie di organizzazioni pubbliche, dai deputati della Duma
cittadina e da un comitato di genitori'', ha spiegato nei giorni
scorsi un portavoce dell'amministrazione cittadina.
Troppe pressioni, soprattutto da parte della chiesa
ortodossa, legata a doppio filo con il potere in una societa'
gia' fortemente omofoba, nella quale il reato di omosessualita'
e' stato abolito solo nel 1993. Sono soprattutto i settori
religiosi piu' oltranzisti quelli irriducibili, come gli
ultraortodossi che hanno aggredito oggi i gay mentre tentavano
di deporre una corona di fiori sotto le mura del Cremlino, sulla
tomba del milite ignoto, in omaggio alla vittoria sovietica
contro il nazismo che perseguito' gli omosessuali. Tra loro
anche alcuni nazionalisti dalla testa rasata, a conferma di un
mix potenzialmente pericoloso.
I militanti gay avevano cominciato a sfilare scandendo slogan
come ''La Russia non e' l'Iran'', ''la Russia senza
l'omofobia''. Una giovane lesbica indossava una t-shirt con la
scritta ''amo una ragazza''. ''Dobbiamo impedire avvenimenti del
genere'', ha dichiarato a decine di giornalisti Leonid
Simonovich-Nikitich.
''Dio ha bruciato Sodoma e Gomorra e brucera' anche Mosca se
tollereremo tutto questo'', ha aggiunto, strappando e
calpestando una foto di Elton John, gay dichiarato.
Tra i fermati figurano i militanti americani Dan Choi e Andy
Thayer e il loro compagno francese Louis-George Tin, che hanno
riferito di essere stati portati via nelle camionette della
polizia in modo brutale. Tin ha chiesto che il Consiglio
d'Europa sospenda il diritto di voto della Russia.

Published by
Alberto Francavilla