TRIPOLI, LIBIA – ”Finalmente l’incubo e’ finito. Gheddafi ha avuto la fine che si meritava. E’ una liberazione, finalmente la notizia che aspettavano, in particolare quegli italiani come me cacciati dalla Libia”;  Claudio Gentile, l’ex campione del mondo di calcio nell’82 di origini libiche, potrà finalmente realizzare il suo sogno e  assumere l’incarico della nazionale.
”Quando si ammazza qualcuno non e’ mai una bella cosa ma in questo caso e’ diverso. Se serve per liberare un Paese e dare possibilita’ di sviluppo a tutto un Paese allora forse e’ meglio che sia andata cosi”’ dice all’ANSA l’ex tecnico della Nazionale azzurra Under 21. ”Adesso – spiega Gentile – sara’ possibile sfruttare meglio le immense risorse libiche, dal petrolio al gas, senza dimenticare il turismo. Finalmente potremo andarci in vacanza tranquilli. Laggiu’ gli italiani sono sempre stati visti molto bene, a differenza di altri”.
Gentile ricorda ancora con nostalgia i suoi anni da ragazzo a Tripoli: ”Sono curioso di rivedere i luoghi della mia infanzia, che ricordo vagamente. Per ben due volte Gheddafi mi ha negato di tornare, aveva paura del fattore mediatico”.
Ma il ritorno di Gentile dopo tanti in Libia ha anche un risvolto calcistico. La Federazione libica, infatti, gli ha  offerto la panchina della nazionale e lui ha accettato con entusiasmo:  ”Mi rendo conto che quella libica non e’ certo sul piano calcistico una nazionale prestigiosa, ma lo e’ per me sul piano affettivo. Se serve per dare una mano per modernizzare il loro calcio e far loro capire che come e’ il calcio vero”.
Ha gia’ qualche idea sulle prime cose da fare come ct della Libia: ”Sicuramente cerchero’ di organizzare qualche amichevole e di mettere in piedi con la federazione italiana una serie di scambi. Anche per il calcio le porte finora sono sempre state chiuse, ma in futuro non sara’ piu’ cosi”’.
