Giro d'Italia: dalla tragedia di Weylandt al potere di Contador

MILANO – Il 94/o Giro d'Italia era nato con
l'intenzione di festeggiare i 150 anni dell'Unita' d'Italia,
verra' ricordato meno per quello e piu' invece per la morte di
Wouter Weylandt. La tragedia del corridore belga si consuma in
un pomeriggio di sole. Si corre appena terza tappa della corsa,
da Reggio Emilia a Rapallo sulla discesa del Passo del Bocco: a
una quarantina di chilometri dal traguardo Weylandt per una
fatale disattenzione perde il controllo della sua bici, sbanda e
va sbattere violentemente il viso contro un muretto. Dalle
immagini televisive si capisce subito il dramma: si vede il
corridore a terra esanime, con la maglietta squarciata e i
soccorritori che cercano inutilmente di rianimarlo.
L'ambulanza accorre quasi subito, viene chiesto l'intervento
dell'elicottero per il trasporto in ospedale, dove pero'
arrivera' gia' cadavere. Il medico del Giro, il dottor Tredici,
rivelera' – e in seguito l'autopsia lo confermera' – che il
ciclista e' ''morto sul colpo''. La mattina seguente il padre
del corridore, arrivato in Italia assieme alla giovane moglie
Sophie incinta e altri familiari, va all'obitorio per il
riconoscimento. Lo stesso giorno i corridori decidono di correre
ugualmente ma la tappa viene neutralizzata. Alla partenza da
Genova Quarto dei Mille viene osservato un minuto di silenzio,
poi sul traguardo di Livorno tra applausi e commozione, i
compagni di squadra di Weylandt tagliano il traguardo per primi
a schiera, abbracciandosi. In serata decideranno di abbandonare
la corsa, con loro anche l'americano Tyler Farrar, il migliore
amico di Weylandt in gruppo. Un altro minuto di silenzio per
Weylandt sara' osservato il 18 maggio alla partenza da
Tortoreto, la mattina dei funerali a Gand in Belgio.
Ma la morte di Weylandt non e' stato l'unico dramma vissuto
da questo Giro. L'altro momento triste avviene il 23 maggio,
durante il secondo giorno di riposo. La mattina arriva la
notizia della morte di Xavier Tondo Volpini in un incidente
'domestico' in Sierra Nevada, in Spagna. Il corridore, che si
stava allenando in vista del Tour, viene schiacciato e ucciso
dalla porta automatica del garage mentre cerca di uscire con la
sua auto. La maglia rosa Alberto Contador annulla una conferenza
stampa, immediato il cordoglio della carovana e il giorno dopo
c'e' un minuto di silenzio anche per lui. La squadra di Tondo,
Movistar, decide di proseguire e fa bene perche' sul Sestriere
il bielorusso Kiryienka riesce a vincere, dedicando la vittoria
al compagno morto.
Dalle tragedie di Weylandt e Tondo al trionfo di Contador. Il
giorno della svolta per lo spagnolo e' il 15 maggio nella tappa
dell'Etna. Negli ultimi chilometri della salita verso il vulcano
a sorpresa Contador attacca, Scarponi cerca di resistergli ma
crolla dubito, l'unico a stargli a ruota e' il venezuelano
Rujano, che finisce alle sue spalle di tre secondi, terzo
Garzelli a quasi un minuto, poi tutti gli altri. Contador prende
la maglia rosa e la portera' fino a Milano resistendo a tutti
gli attacchi e anzi incrementando il vantaggio in classifica.
Determinanti i tre tapponi di alta montagna sul Grossglockner,
Zoncolan e Gardeccia: Contador (che in Austria 'regala' la
vittoria al venezuelano Rujano) non vince ma guadagna ancora sui
suoi diretti rivali Scarponi e Nibali. Nella tappa dello
Zoncolan polemiche a non finire per l'annullamento della salita
e soprattutto della pericolosa discesa del Monte Crostis. La
decisione e' dell'Uci e del presidente di giuria, per il mancato
rispetto delle garanzie ''sportive'', ma scatena lo stesso
parecchie polemiche. Per il rischio che la tappa possa essere
fermata dai tifosi inferociti, gli organizzatori decidono di
abbreviare ulteriormente il tracciato (dagli originali 210 km la
tappa verra' alla fine ridotta a soli 172 km).
Dopo la perquisizione dei Nas nell'albergo di Falcade della
Radioshack, l'ex team di Armstrong, un'altra giornata
indimenticabile del Giro di Contador e' la tappa di Macugnaga.
Lo spagnolo fa il vuoto nell'ultima parte della salita ma
davanti c'e' un suo ex gregario e amico come Paolo Tiralongo. Lo
raggiunge, lo vede in difficolta', allora lo supera e lo aiuta a
vincere la sua prima gara da professionista. Un gesto che lo
riappacifica definitivamente con i tifosi. Poi, la giornata del
trionfo a Milano.

Published by
Lorenzo Briotti