NEVEGAL (BELLUNO) 24 MAG Nel giorno in cui il – NEVEGAL (BELLUNO), 24 MAG – Nel giorno in cui il Piave 'mormoro'' il Giro d'Italia grida forte il nome di Alberto Contador. Archiviati (e non da oggi) i giochi per il primato, la lotta adesso si concentra tutta sul resto del podio. Se c'era ancora qualche dubbio sulla supremazia della maglia rosa e' stato spazzato via dalla cronoscalata di Nevegal. Come ampiamente previsto il 'matador' spagnolo stravince da fenomeno infliggendo un'altra 'lezione' a Nibali e Scarponi. D'altronde era un percorso su misura per lui. Un'ulteriore conferma, anche se non ce n'era bisogno, di una corsa che sta diventando sempre di piu' un monologo assoluto. Troppo forte questo Contador, vero interprete del ciclismo moderno. Ma anche unico campione di razza in un panorama piuttosto modesto. Ritirato Armstrong, forse l'unico che poteva insidiare lo spagnolo a questo Giro sarebbe stato Ivan Basso. Ma il varesino dopo il trionfo di un anno fa ha preferito il Tour lasciando il palcoscenico nazionale al suo 'delfino' Vincenzo Nibali. Il messinese pero' non ha il carisma e l'esperienza di Basso, e poi avrebbe avuto avere un gregario all'altezza al suo fianco. Una volta ce n'erano di piu' di campioni e l'incertezza regnava sovrana, oggi e' diverso. Cosi' dietro a Contador c'e' il vuoto. Per i palati fini l'augurio e' vedere due come Contador e Basso contro al Tour, per vedere chi e' veramente il piu' forte. Ma il duello tra i due e' appeso a un filo: tutto dipende dal fatto se il Tas fermera' lo spagnolo per doping. Nibali in certe occasioni non e' sembrato impeccabile quanto a strategia, anche Scarponi ha sbagliato qualcosa. Dall'altra parte Contador non si e' vergognato di ostentare un sistema di alleanze con gli altri spagnoli del gruppo. Cosa che gli italiani non hanno potuto o voluto fare. E questo ha finito per penalizzarli. Nella cronoscalata non c'era molto spazio a questo tipo di ''giochetti'', non era necessario. Tutto faceva pensare che Contador avrebbe fatto piazza pulita nella cronoscalata e cosi' e' stato. Lo spagnolo ha trionfato dedicando la vittoria a Tondo, ma la sua giornata e' stata macchiata dall'espulsione del suo meccanico, che ha allontanato un tifoso aprendo la portiera dell'ammiraglia. Nibali e Scarponi hanno retto nel primo tratto piu' facile (miglior tempo per il messinese con lo spagnolo staccato di tredici secondi), ma nel tratto in salita piu' duro ha di nuovo fatto la differenza. Negli ultimi sette chilometri ha guadagnato su Nibali sei secondi e mezzo a chilometro. Terzo posto per Michele Scarponi, davanti al venezuelano Jose' Rujano e ancora una volta a uno splendido Stefano Garzelli. In classifica vola ancora piu' alto Contador che ha adesso quasi cinque minuti su Scarponi e 5'45'' su Nibali. Ormai gia' ''assegnata'' la vittoria a Contador, resta incerta soltanto la lotta per la piazza d'onore tra i due italiani, divisi adesso da soli quarantasette secondi. Sul podio della premiazione, nel silenzio del pubblico, ancora momenti di intensa commozione: Contador ha alzato il braccio e l'indice al cielo dedicando la vittoria a Xavier Tondo, il connazionale e amico morto ieri in Spagna in un banale incidente. Prima del via della cronoscalata a Belluno c'era stato un minuto di silenzio. Domani c'e' la terza tappa piu' lunga del Giro, da Feltre a Tirano di 230 km. Intanto continuano i colpi di scena in questo Giro: gli organizzatori hanno modificato la partenza della cronometro di Milano. Per motivi di ordine pubblico, dovuti ai ballottaggi, la frazione partira' dalla Fiera di Milano e non dal Castello Sforzesco. Ma c'e' timore anche per la penultima tappa, Verbania-Sestriere, per le proteste dei No Tav. Davvero uno dei Giri piu' imprevedibili, a parte Contador.
