BUENOS AIRES, 30 GIU – Domani inizia la Coppa America e questa volta Lio Messi ha poche scelte. Deve guidare la sua Argentina alla vittoria e imboccare la strada che potrebbe consacrarlo il numero uno della storia: raggiungendo cosi' quella che appare una missione impossibile, superare cioe' Diego Armando Maradona e Pele'.
''Siamo obbligati a vincere'', ha dichiarato Messi alla vigilia della coppa continentale in cui cerchera' di lasciarsi dietro la delusione del 'mundial' sudafricano, nel quale ha segnato zero reti. Cio' gli permetterebbe di avvicinarsi ancora di piu', o addirittura di superare, sia il 'pibe de oro' sia 'o Rey'.
La responsabilita' di un successo, o di una sconfitta, della 'Seleccion' in questa 'Copa America' ricade sulle sue spalle molto piu' che su quelle di qualsiasi altro compagno di squadra o dello stesso allenatore Sergio Batista. A 24 anni appena compiuti, ora e' infatti lui il numero uno, ma in Argentina, dove con la nazionale maggiore non ha ancora vinto un titolo, la 'Pulce' deve dimostrare di poter segnare e vincere quanto ha gia' fatto con il suo Barcellona.
Quel suo ''siamo obbligati a vincere'' si potrebbe quindi tradurre – come ha infatti detto – in un ''devo vincere nel mio paese, di fronte ai miei cari ed ai tifosi che non mi vedono giocare spesso''. Qualcosa di simile sosteneva nel 1987 anche il grande Maradona che brillava al Napoli, quando la 'Seleccion' di Diego e Claudio Caniggia guidata da Carlos Bilardo gioco' la Coppa America proprio in Argentina: fu un disastro, visto che la squadra fini' al quarto posto. Nonostante Messi, il calcio – ricordano in queste ore tanti commentatori locali – rimane un gioco di squadra: se Batista non riuscira' quindi a far girare la nazionale argentina ai ritmi del Barcellona del 'Pep' Guardiola, difficilmente la 'Pulce' si trovera' in condizione di brillare come nel Camp Nou. Senza contare poi che sulla strada del successo si trova sempre il temuto Brasile che nelle ultime due finali della Coppa ha sconfitto gli argentini. Ora ha un attacco stellare che include il giovanissimo Neymar in odore di Barcellona, ed il milanista Alexandre Pato.
Lo stesso Messi e' comunque consapevole che da solo non ce la fara'. ''Ho appoggiato Batista perche' conosco la sua filosofia ed il suo stile di gioco'', ha sottolineato in questi giorni 'argentini' la 'Pulce', che con l'attuale tecnico commissario tecnico ha vinto la medaglia d'oro ai giochi olimpici di Pechino 2008.
A Buenos Aires, la speranza di tanti tifosi 'biancocelesti' e' quindi quella che si ripeta un sodalizio vincente che permetta di interrompere un digiuno di titoli che dura ormai da 18 anni, quando la nazionale argentina trascinata da un altro goleador di razza – Gabriel Batistuta – conquisto' la Coppa America in Ecuador.
