LONDRA – Umilta' ma anche tanta voglia di
ripetersi. Pep Guardiola si presenta cosi' nella lunga
conferenza stampa della vigilia della finale di Champions. Il
suo Barcellona e' alla seconda finale in tre stagioni, il
Manchester United alla terza dal 2008, e' quindi una sfida in
cui tutto puo' succedere, ''e nella quale per noi sara' un onore
affrontare una squadra che e' una leggenda del calcio''. Ma lo
e' anche il Barcellona, team che viene paragonato alle grandi
del passato per quanto ha fatto e soprattutto sta facendo (basta
chiedere al Real Madrid..), in una stagione da ricordare anche
se a Londra dovesse finire male.
''Vale per noi e per il Manchester – sottolinea Guardiola -.
Non credo che un'eventuale sconfitta domani possa inficiare
quanto di buono abbiamo fatto, pensate solo a quant'e' difficile
vincere il campionato da noi o in Inghilterra. Ma la gente e'
libera di pensarla in un altro modo, ognuno ha il diritto di
avere la propria opinione. Se giocheremo come due anni fa a Roma
non sara' sufficiente per vincere, dovremo fare molto meglio, il
Manchester e' migliorato e gia' in quella finale difese bene ed
ebbe piu' intensita' di noi, anche se adesso sembra strano che
lo dica proprio io''. ''Comunque vada noi siamo orgogliosi di
essere di nuovo qui – aggiunge Guardiola – e di aver fatto in
modo che il mondo abbia scritto e parlato del Barca come di
un'istituzione rappresentativa del nostro paese. Se mi guardo
indietro non ho le vertigini, ha vinto non io ma il Barcellona e
tutta la gente che ci lavora affinche' da questa squadra escano
sempre fuori dei campioni''.
Ma questo Barcellona-Manchester United sara' davvero la
finale della decade? E il Barca, vincendo, puo' entrare a far
parte della storia del calcio? ''Sta a noi e allo United, e al
modo in cui giocheremo, far si' che questa diventi la finale
piu' bella degli ultimi dieci anni – risponde Guardiola -. Io
spero di vincere, ma solo il futuro potra' dire se abbiamo
diritto a stare nella storia assieme al Real di Di Stefano, il
Milan o il Santos di Pele'. Sara' un grande successo se tra 15
anni parleranno di noi: e' come un film-capolavoro, soltanto il
tempo potra' dire se e' veramente tale, non si puo' giudicare
sul momento, il mito si consolida con il passare degli anni''.
Intanto anche oggi Cruijff ha ventilato la possibilita' che
Guardiola, se battera' di nuovo il Manchester United, possa
lasciare il Barcellona, chiudendo il suo ciclo nel modo
migliore. ''Adesso non devo commentare queste cose – risponde -.
Gli allenatori sono spettatori privilegiati. Per arrivare fino a
qui abbiamo superato molte difficolta' ed io ho ancora un anno
di contratto e voglio portarlo a termine. Ma il Barca rimane
grande, anche altri allenatori che lo hanno guidato hanno vinto
dei titoli''.
Ma che per il bene del 'Dream Team' catalano sia auspicabile
la permanenza di Guardiola lo ha detto senza tanti giri di
parole capitan Puyol, che oltre ai proclami di vittoria
(''sarebbe bellissimo alzare un'altra Coppa, non ci sentiamo
affatto appagati'') ha tenuto a sottolineare che ''Guardiola non
se ne deve andare, spero che non accada, per il bene del
Barcellona. Lui e' il miglior allenatore del mondo, e da nessuna
parte starebbe bene come da noi''. Concetto ripetuto dal
portiere Victor Valdes, che, esattamente come due anni fa a
Roma, ha parlato in conferenza stampa assieme a Puyol, e prima
di Guardiola.
Per battere lo United il Barcellona non deve soltanto giocare
meglio della finale 2009, ma anche fare ricorso alla
scaramanzia. Nel calcio non si sa mai.
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