Indagati Galliani e Thohir: nel mirino alcune plusvalenze con il Genoa ANSA/DANIELE MASCOLO
MILANO – L’ex a.d. del Milan, Adriano Galliani, e il presidente dell’Inter, Eric Thohir, sono indagati dalla Procura di Milano con l’ipotesi di falso in bilancio. Secondo quanto è riportato questa mattina dal Corriere della Sera, l’accusa sostenuta dal sostituto procuratore Giordano Baggio riguarda alcune plusvalenze considerate sospette condotte nel 2013 tra il Genoa e il Milan e tra il Genoa e l’Inter.
Nello specifico, nel mirino della magistratura inquirente sono finiti due trasferimenti che riguardano il Milan e uno che interessa l’Inter. L’inchiesta è nata a Genova in relazione alle operazioni del Genoa presieduto da Enrico Preziosi, ma per competenza territoriale il filone milanese è stato trasferito a Milano.
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L’ipotesi di reato è legata al passaggio “a prezzi gonfiati di alcuni calciatori, ragazzini valutati svariati milioni, non proprio di primo livello che non sono mai arrivati in prima squadra – scrive la Gazzetta dello Sport citando il Corriere della Sera -, con il quale sarebbero stati aggiustati i bilanci di Milan e Inter fino al luglio 2017″ grazie al meccanismo delle plusvalenze.
C’è anche l’amministratore delegato del Genoa, Alessandro Zarbano, oltre al presidente dell’Inter Eric Thohir e all’ex ad del Milan e attuale senatore di Forza Italia Adriano Galliani, nell’inchiesta sulle plusvalenze sulle vendite di giocatori della procura di Milano. Zarbano è stato iscritto nel registro degli indagati a Genova. Il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Marcello Maresca.
Thohir e Galliani, come riporta il Corriere della Sera, sono indagati a Milano, competente per territorio. L’accusa è falso in bilancio. La vicenda riguarda alcuni scambi di mercato avvenuti nel 2013 e fino al 2017 tra Genoa, Milan e Inter: secondo l’accusa ci sarebbero state cessioni di alcuni giocatori, non di livello eccezionale, a prezzi gonfiati.
Il meccanismo servirebbe ad “aggiustare” i bilanci delle squadre perché i ricavi delle cessioni vengono subito iscritti appunto in bilancio mentre le spese di acquisto vengono rateizzate e quindi spalmate negli esercizi successivi.
Dieci anni fa una inchiesta analoga aveva colpito le due squadre milanesi ma era stato tutto archiviato perché, secondo i magistrati, il mercato dei calciatori sarebbe determinato da elementi non controllabili in anticipo.