TORINO, 10 SET – Come si piazzera' la Juve? La domanda e' d'obbligo, all'esordio di una nuova stagione con un nuovo allenatore. E con una annata da cancellare alle spalle.
Antonio Conte non si sottrae, ma ne approfitta per ribadire la propria filosofia: ''Questa squadra deve tornare a essere competitiva e lo puo' fare battendo una sola strada, quella del gioco. La posizione finale sara' lo specchio del campo. Oggi, si puo' dire che davanti a noi ci sono tutti e sei gli avversari dello scorso anno, oppure nessuno. Certo, ti rendi conto di come la Lazio abbia una struttura notevole e si sia rafforzata. E' una squadra propositiva, ma con equilibrio. Insieme al Milan ieri ci ha indicato la via: hanno giocato a calcio, cercando di superarsi e non di difendere solo il risultato, una mentalita' che purtroppo in Italia resiste ancora. Mi hanno fatto un sacco di piacere le parole di Cesare Prandelli, da cui devo solo imparare: quando le ho sentite, ho capito di non essere pazzo''.
Tradotto in italiano calcistico, Conte vuole una squadra che osi, che imposti il gioco tenendo l'iniziativa il piu' possibile, che non pensi di opporsi all'avversario solo chiudendogli gli spazi quando non ha la palla. E' pronta, la sua Juve, a questa missione? Si' e no: Elia, Estigarribia e Vidal partiranno dalla panchina, perche', come dice Conte, ''il nostro mercato e' stato difficile e li ho visti solo un paio di volte''. In piu', Vucinic e Krasic non sono al meglio per i postumi rispettivamente di una distorsione e di uno stiramento. Attacco piu' che mai in alto mare, con Quagliarella non al massimo e Matri anche lui un po' indietro perche' fermato da un problema a una caviglia. Ma il tecnico spiega: ''Le mie partite durano 95 minuti e spesso le cambia chi entra dalla panchina a match inoltrato. I miei giocatori devono saperlo. La squadra comunque deve essere pronta, perche' nessuno ci aspetta, tantomeno il Parma, cliente difficile che nelle ultime tre partite ha sempre battuto la Juve, quindi sara' meglio drizzare le antenne''.
Si vince innanzitutto con la bravura, ma anche con la fortuna, sottolinea ancora il tecnico bianconero, quasi come in un rito propiziatorio, che pero' non ha nulla della scaramanzia classica. ''Inutile dire che la panchina della Juventus non e' come le altre e che sento grande emozione per l'esordio in uno stadio strepitoso. Anche se la panchina nel nuovo impianto e' posizionata molto piu' in la' rispetto al campo, vivro' la partita come sempre, stando il piu' possibile vicino ai calciatori''. Una battuta al veleno, ma con stile Juve purissimo, la dedica a Amauri: ''Mi sono sempre attenuto alle decisioni societarie e cosi' faro' sempre. La situazione di Amauri e' stata chiara da subito. Ognuno deve rispondere dei propri comportamenti''. Un'altra, affettuosa, a Giovinco: ''Lui sa che ho sempre cercato di portarlo alle mie precedenti squadre. Ma domani dovra' essere trattato come un avversario''.
Sara' Marchisio ad affiancare Pirlo in regia; tocchera' a Pepe a destra e Giaccherini a sinistra la prima tornata di ali. Al centro lottano per un posto Del Piero, Matri, Quagliarella, Vucinic e dovrebbero spuntarla i primi due. Al centro della difesa, Barzagli dovrebbe essere preferito a Bonucci.
