Juve, De Ceglie ingordo: “Vinciamole tutte”

TORINO, 5 APR – Vinciamole tutte. L'invito a se stesso e ai compagni parte dai microfoni di Sky da Paolo De Ceglie, un altro dei miracoli di Antonio Conte, che da riserva lo ha trasformato in giocatore prezioso e in continuo miglioramento. E' lo stesso spirito di chi sta fuori dal campo, come John Elkann, che ieri e' stato esplicito: proviamo a vincere sia lo scudetto, sia la Coppa Italia.

La Juventus del nuovo corso, dunque, ha pienamente assorbito la mentalita' di quella vecchia: non tralasciare nulla, non considerare nessun trofeo secondario. Lo dicevano gia' Marcello Lippi e Fabio Capello, figurarsi se non si accoda Antonio Conte, ben conscio che la squadra non vince piu' nulla da sei anni e quindi una Coppa Italia sarebbe da considerare un trofeo ben gradito, oltre che di valore tecnico non indifferente, visto che in finale c'e' il Napoli e sono state eliminate Roma e Milan.

Ma l'azionista di maggioranza bianconero ha pure fatto capire che la lotta per lo scudetto non e' affatto da considerarsi persa, quasi sottolineando l'espressione usata il giorno prima dal tecnico che, parlando alla squadra, aveva detto: ''Se deve vincere il Milan, almeno facciamogli sputare sangue''. La Juve crede, dunque, in entrambe le competizioni, che presentano una differenza sostanziale: lo scudetto ce l'hanno in mano i rossoneri e solo loro lo possono mollare, mentre la Coppa Italia e' per il 50% in mano alla Juventus, che puo' essere arbitra del proprio destino giocando meglio del Napoli, senza aspettare risultati esterni.

Paradossalmente i bianconeri sono piu' carichi e convinti di farcela nei due prossimi impegni (Palermo e Lazio), sulla carta tra i piu' difficili rispetto al resto del calendario, per due motivi: 1) sanno di aver perso troppi punti con le avversarie piu' chiuse; 2) sono convinti, giustamente, che se la classifica rimarra' almeno invariata per i prossimi due turni, il testa a testa scudetto si fara' piu' equilibrato, con qualche difficolta' in piu' di calendario anche per il Milan (la trasferta di Siena e il derby), magari innervosito dal vedersi la Juventus sempre tra i piedi, per un matchball che tarderebbe troppo ad arrivare. Ma Conte pensa solo a rafforzare le potenzialita' offensive della squadra, senza fare calcoli, perche' – come ha gia' dichiarato nei giorni scorsi – non vuole rimpianti. In sostanza, se la Juve dara' il massimo, varra' come uno scudetto, anche se quello vero dovesse andare al Milan.

Sabato, a Palermo, potremmo assistere all'ennesimo rimescolamento di carte nel reparto avanzato: il tridente (perche' si torna al 4-3-3) potrebbe vedere Quagliarella in veste di terminale offensivo, con Pepe e Vucinic esterni, oppure lo stesso napoletano esterno destro con Matri punta centrale.

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Emiliano Condò