TORINO, 16 SET – Faticano come i marines, ma con la convinzione che serva a qualcosa, anzi, a molto. E' il plotone di giocatori affidati ad Antonio Conte, che prova a sfidare l'intero campionato puntando a una vittoria a Siena.
Clima da caserma (in senso buono) in campo e negli spogliatoi, ma l'aria che si respira è quella dell'ottimismo, pure senza eccessive illusioni. Venerdì, altre prove tangibili del ritorno di un clima di consapevolezza, a stretto confine con l'entusiasmo, con le dichiarazioni di Nedved, Silvano Martina, Marchisio.
L'ex campione ceco, smentendo le voci di un suo dissidio con la società, assicura: ''Con la Juve è tutto ok, non vedo l'ora di andare allo stadio a visitarlo, mercoledi' sera, se l'emozione me lo permetterà…''. Ha partecipato a uno dei Cda più tristi della storia bianconera, perché è stato ratificato il progetto di bilancio al 30 giugno 2011 con un passivo di 95,4 milioni.
Silvano Martina, procuratore di Buffon, assicura: ''Chiuderà la carriera a Torino. Se poi dovessero vincere lo scudetto, chi lo muove più? Quando la Juve scese in B, non esitò a seguirla: quanti lo avrebbero fatto?''.
C'è entusiasmo, infine, anche nelle parole di Claudio Marchisio, che ha confidato a Sky che la differenza tra la Juve dello scorso anno e questa è quasi tutta in Antonio Conte. ''Ci sta trasmettendo qualità di gioco e carattere straordinario e poi ci voleva uno come lui per sbloccarci psicologicamente dopo la brutta stagione scorsa''.
Ovviamente tutti aspettano Siena per capire meglio dove potrebbe arrivare la squadra. Non è una piazza come le altre, per Conte, perche' la dirigenza toscana non ha esitato a liberarlo subito per la Juventus e ancora oggi presidente e direttore sportivo parlano benissimo di lui. Ma ci fu un momento in cui il tecnico dovette alzare pubblicamente la voce per ribellarsi contro l'opinione pubblica di tifosi e critica secondo lui troppo esigente nonostante i risultati lusinghieri. Conte e' tutto questo e lo ha dimostrato anche domenica, puntando il dito sull'arbitro nonostante la rotonda vittoria con il Parma, come dire: noi non ci lamentiamo solo quando perdiamo, come fanno altri. E invitando il 'palazzo' (in questo caso la classe arbitrale) ad avere maggior rispetto per un club prestigioso che ''non vuole favoritismi ma solo equita'''. .
