TORINO – Juventus-NapoliĀ non ĆØ una partita come le altre. Non lo ĆØ mai stata e non lo ĆØ a maggior ragione questa sera che in palio c’ĆØ la prima posizione del campionato, quella che a fine stagione assegnerĆ lo scudetto.
La Juventus ha vinto la Serie A lo scorso anno, ĆØ la squadra detentrice del titolo, quella da battere. Il Napoli ha trovato la quadratura del cerchio e spera di vincere allo Juventus Stadium per ribadire la sua candidatura per il titolo italiano.
Juventus-Napoli ĆØ accesa ulteriormente dalla rivalitĆ , dalle polemiche e dai veleni tra le due squadre.
La pietra dello scandalo ĆØ stata senza dubbio la finale di Supercoppa della scorsa Estate a Pechino.
Napoli in vantaggio 2-1 e ad un passo dalla conquista della coppa, ĆØ il 72′: calcio di rigore per la Juventus e trasformazione del penalty di Arturo Vidal.
Da quel momento in poi il Napoli ha perso la testa, perchĆØ convinto di aver subito un’ingiustizia, e l’arbitro Mazzoleni non ĆØ riuscito più ad avere il controllo del match.
La Juventus ha vinto il trofeo dopo i tempi supplementari (4-2) ed il Napoli ha chiuso l’incontro con un “bottino” che la dice tutta sull’esito del match: tre espulsioni (se inseriamo nel conteggio anche mister Mazzarri) e quattro ammonizioni.
Non solo polemiche estive, la pausa per le partite della Nazionale ha acceso altri diverbi tra le due capoliste. Le radio napoletane, con il supporto di diverse testate giornalistiche, hanno alimentato un caso: “Il ct Prandelli usa due pesi e due misure; i calciatori del Napoli non sono risparmiati da nessuna fatica, mentre quelli della Juventus svolgono allenamenti più soft. Buffon risparmiato contro la Danimarca e al suo posto impiegato Morgan De Sanctis”.
Ma adesso non ĆØ più tempo di polemiche e dissapori, sarĆ il campo a parlare. L’auspicio ĆØ che questo grande match sia una pubblicitĆ positiva per il calcio italiano: largo alle giocate dei campioni a discapito delle polemiche per le sviste arbitrali.
