ROMA, 6 LUG – Nessun ricorso, nessuna impugnazione, nessuna voglia di recitare il ruolo di terzo incomodo nella 'guerra fredda' tra Juventus e Inter sull'assegnazione e la revoca dello scudetto 2006. La nuova Roma 'made in Usa' rinuncia a qualsiasi ipotesi di iniziagiva per ricucirsi il triangolino tricolore macchiato dall'inchiesta di Calciopoli, e si concentra esclusivamente sul nuovo corso a stelle e strisce.
Non che la questione non sia stata valutata: ma la scelta finale, in controtendenza rispetto alle voci del tifo giallorosso, al parere di alcuni esperti e al clima di veleni di queste ore, e' presa.
''Non riteniamo di promuovere alcuna azione finalizzata a farsi riconoscere l'assegnazione dello scudetto 2006 in quanto riteniamo che le vittorie a cui ambiano debbano essere conquistate sul campo – ha spiegato all'ANSA Roberto Cappelli, nominato il 4 luglio scorso dal consiglio d'amministrazione giallorosso presidente 'ad interim' -. E' questo lo spirito con cui la Roma vuole iniziare questo nuovo corso''. La posizione ufficiale della Roma – che presto come direttore generale avra' uno dei grandi accusatori del 'sistema Calciopoli', ovvero Franco Baldini – e' arrivata al termine di una giornata in cui i vertici del club hanno studiato a lungo la relazione di 72 pagine del procuratore federale Stefano Palazzi su 'Calciopoli bis', legata all'assegnazione dello titolo di cinque anni fa e riguardante soprattutto i comportamenti dei tesserati dell'Inter. Nel 2006, dopo che le sentenze definitive della giustizia sportiva portarono alla retrocessione in Serie B della Juventus e alle penalizzazioni in classifica di Milan e Fiorentina, lo scudetto fini' sulle maglie dell'Inter, con la Roma 'promossa' al secondo posto. I giallorossi pero', alla luce delle nuove accuse mosse da Palazzi nei confronti del club di Moratti, e secondo pareri esterni di autorevoli esperti e avvocati, avrebbero potuto bussare alle porte di Figc e Coni per rivendicare un titolo che alla fine del consiglio federale del 18 luglio potrebbe anche restare vacante. In ogni caso, attivare un ricorso avrebbe potuto riaprire ufficialmente la questione, ora bloccata dalla prescrizione.
''La societa' sin d'ora accetta con serenita' qualsiasi decisione che la procura federale riterra' opportuno assumere in riguardo – ha invece sottolineato Cappelli, legale dello studio Grimaldi e associati -, nella convinzione che tale organo sapra' interpretare ed applicare al meglio i principi normativi che regolano il sistema calcistico''. Sistema che la Roma ha intenzione di battere sul campo e non all'interno delle aule dei tribunali.
