GENOVA 6 MAG Un derby e' una – GENOVA, 6 MAG – Un derby e' una partitaccia, a prescindere. Il derby Genoa-Sampdoria che si gioca domenica sera al Ferraris ha significati ancora piu' difficili e sara' decisamente una partitaccia. Non e' vero che questa sara' la partita della vita perche' la Sampdoria, che se ne sta appollaiata sull'orrido di una probabile serie B, dovra' fare i conti piu' con il risultato di Lecce-Napoli che con quello del Ferraris. E visto che la Corte di Giustizia ha graziato Di Michele (notizia non commentata dalla societa' doriana), l'unica cosa da fare e' giocare 'alla morte' e appellarsi a San Gennaro. Quindi, nonostante gli strilli esasperati dei tifosi genoani che chiedono al Grifone di spedire i 'nemici' in serie B, ci sta benissimo che nonostante una probabile vittoria genoana i 'nemici' dei rossoblu' in serie B non vadano. Per adesso. La Sampdoria, che chiudera' in tre partite un annus horribilis con relativa ma ancora presunta finis horribilis, ha dimostrato nell'ultima partita di essere ancora percorsa da una certa linfa vitale. Se si esclude Curci, in giornata assolutamente no, la Samp ha risposto agli input che le venivano dati sia in termine di impegno muscolare che in quello tattico rimontando e pareggiando una partita che sembrava persa. Ma la jella, che perseguita i doriani da un pezzo a questa parte, ci ha gia' messo lo zampino: Gastaldello, uno degli elementi migliori, e' afflitto da risentimento muscolare al quadricipite. Se non ce la facesse a giocare la linea davanti a Curci sara' piu' debole cosi' come piu' debole sara' il servizio al reparto di centrocampo. Volta e' pronto, ma c'e' da scommetterci che Gastaldello stringera' i denti. Questo della difesa, per esempio, e' un problema che il Genoa non ha, potendo contare su Criscito e Kaladze, in ottima salute. Problemi anche davanti, ovviamente, con Cavasin impegnato a tirar fuori sangue dalle rape visto che la panchina e' quella che e'. Maccarone torna in panca a favore di Biabiany, affiancato da Pozzi che dovra' tentare il miracolo, evitando di gettarsi a terra troppo spesso in area o quantomeno di farlo alla perfezione: l'arbitro Tagliavento ha occhi buoni e cartellini a portata di mano. E tutto la Samp deve desiderare che succeda, meno che finire la partita in 10. In una citta' arroventata dalle polemiche dove nemmeno la parola 'solidarieta'', pronunziata per di piu' da un sindaco donna, viene compresa per quello che e', si armano i fucili delle parole senza tener conto che questo potrebbe far solo aumentare la tensione. Non quella sportiva, che farebbe solo bene, ma quella relativa all'ordine pubblico. La questura di Genova ha chiesto al Viminale un ''congruo numero di rinforzi'' e ha disposto che un ''presidio corposo si sovrapponga al cosiddetto 'dispositivo' stadio''. Bisogna solo sperare che i genoani non vadano a snidare i 'nemici' nel fortino della Sud e che i doriani siano troppo impegnati a praticar scongiuri per fare altrettanto.
