BELGRADO – Per combattere piu' efficacemente il fenomeno degli hooligan e la violenza nel calcio, in Serbia il ministero dell'interno ha creato uno speciale dipartimento di polizia, una sorta di 'polizia calcistica', incaricata di gestire e aggiornare una banca data contenente i nomi dei teppisti serbi responsabili di violenze e intemperanze. Come ha detto al quotidiano Blic Aleksandar Gargenta, responsabile di tale nuovo dipartimento, denominato Centro nazionale di informazioni calcistiche, tra le misure allo studio vi sono modifiche al codice penale con il possibile ritiro temporaneo del passaporto per gli elementi piu' pericolosi, per impedire loro di recarsi all'estero e provocare incidenti a margine di eventi sportivi. Le nuove misure restrittive, ha sottolineato Gargenta, non intendono violare in alcun modo i diritti inviolabili dei cittadini, e per questo i responsabili della nuova 'polizia calcistica' si sono consultati con esperti e giuristi del settore. Nella banca dati, ha precisato il responsabile del Centro, figurano gia' i nomi di Ivan Bogdanov, il capo dei facinorosi serbi responsabili dei gravi disordini del 12 ottobre scorso allo stadio di Genova a margine della partita Italia-Serbia, e quelli degli altri 46 hooligan arrestati in Serbia al loro ritorno dal capoluogo ligure. Il sistema informativo, ha aggiunto Gargenta, conterra' inoltre dati sugli stadi, sui commissari dei vari club calcistici addetti alla sicurezza e elementi informativi sull'andamento della partite dal punto di vista della sicurezza. La centrale della nuova 'polizia calcistica' sara' a Belgrado, mentre sezioni locali verranno create nelle altre principali citta', come Novi Sad, Nis, Kragujevac. E' previsto uno scambio di informazioni con le polizie europee attraverso Interpol, e un contatto permanente con la centrale per la lotta agli hooligans calcistici che si trova in Olanda. Secondo Blic, i colleghi della polizia inglese hanno offerto la propria esperienza per la formazione dei nuovi agenti della 'polizia calcistica' serba. In febbraio, il presidente della Uefa Michel Platini aveva minacciato l'esclusione dei club serbi e della nazionale serba da tutte le competizioni calcistiche se il problema della violenza dovesse perdurare. Nel settembre 2009 a Belgrado un tifoso francese del Tolosa, Brice Taton, era stato picchiato selvaggiamente da sostenitori del Partizan, ed era morto dopo dieci giorni di agonia in ospedale.
